Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

05

May

 

In questi giorni a casa con la febbre ho letto molto.

Nei giorni prima ho visto una nuova realtà delle cose e scoperto nuovi punti di vista.

Ho avuto conferme ed ho scoperto nuove potenzialità ancora da esprimere.

Per questo tiro una riga… sarò la persona che ero… cioè una nuova persona… e ricomincio da qui!

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30

Oct

Io non cerco di essere meglio o peggio di quello o di quell’altro. Non trovo soddisfazione nell’essere migliore o superiore di quella persona. Non spero che gli altri siano peggio per distinguermi.

Io voglio solo essere oggi meglio di me stesso di ieri, domani meglio di me stesso di oggi… tra un anno meglio di me stesso di quest’anno.

 

24

Jun

Immaginiamo per un attimo la nostra vita come un metro che va dal momento della nostra nascita al momento della nostra morte. Un metro composto da 100 centimetri che rappresenta la nostra intera esistenza.

La maggior parte della nostra vita è rappresentata da 99 centimetri di questo metro. 99 centimetri nei quali dobbiamo portare a termine o almeno provare a fare quello che la società ci dice essere giusto. Nei 99 centimetri le regole della società ci impongono di essere sempre i primi, di fare di tutto per vincere sempre, di competere con altri per essere migliori, di ricevere apprezzamento da chi sta qualche centimetro più in là e conta di più, di sentirci gratificati da una promozione, di pensare al futuro, di ricordarci del passato, di cercare sempre di più…

Il centimetro oltre i 99 che resta è la porzione di vita che la nostra società non contempla, ma che esiste. Viene volutamente lasciato da parte perchè non è possibile per la società considerarlo, dato che esso non contempla il raggiungimento di uno scopo o di un’obiettivo in relazione all’approvazione o al successo decretato da altri.

Questo centimetro e’ il centimetro critico.

Esso simboleggia il significato della vita ed è palesemente ignorato da chi ci insegna ed anche da noi stessi. Questo rappresenta l’insieme delle nostre sensazioni, ciò che ci gratifica e ci proviene dall’interno, ciò che ci fa sentire promossi perchò ci promuoviamo, ciò che ci fa sentire vincenti senza entrare in competizione, superare od essere migliori di altri. In questo centimetro le regole sono completamente diverse da quelle del resto della vita e riguardano solo noi. In questo centimetro ci collochiamo nella posizione che siamo sicuri ci spetti senza guardare dove è collocata la persona accanto a noi. Le regole sono date da segnali interiori che ci rendono appagati indipendentemente dalle cose esteriori.

Avere la sensazione che la propria vita abbia uno scopo permette di far si che quel singolo centimetro contro novantanove possa allargarsi a due contro novantotto o a tre contro novantasette. Avere uno scopo nella propria vita significa allargare il centimetro critico e far si che le regole, il confronto, la lotta, la competizione occupino la parte corta del metro.

Eppure la società e l’educazione ci vuol dire fin da piccoli qual’è lo scopo della nostra vita. Avere più soldi, avere più successo, avere più potere… tutti confronti che non fanno altro che accendere la corsa del topo dentro di noi sin da piccoli per rincorrere una cosa che non raggiungeremo mai restando nella parte del metro più lunga, perchè tale cosa si trova in quel piccolo centimetro di cui noi ignoriamo l’esistenza.

Per vedere il nostro scopo ed avere un senso occorre spingersi verso ciò che non si conosce, esplorare quel centrimetro consapevoli dei propri rischi, inseguire il proprio realizzarsi, non accettando di comportarsi "come tutti gli altri".

Se ci adattiamo alle conformità non esploreremo mai quel centimetro e non conosceremo mai il nostro scopo. Scompariremo senza lasciar traccia come un’altro elemento della società che si è uniformato alla massa rimanendo insignificante.

Il centimetro critico è la parte più importante della vita ed è necessario adottare comportamenti diversi e fuori dagli schemi per poterlo raggiungere ed estendere.

 

 

Un’ottima interpretazione del concetto del centimetro critico che mi ha ispirato in questo breve testo si trova a pagina 333 del libro "te stesso al cento per cento" di Wayne E. Dyer, che consiglio a tutti di leggere.

30

Nov

Quando frequentavo le lezioni universitarie ogni mattina (prometto che un giorno mi laureo) mi ricordo quanto mi affascinavano i professori quando pronunciavano le due parole "per forza".

Questi signori passavano la vita a studiare e a trovare i casi in cui "per forza" qualcosa doveva accadere.

Riuscivano in un certo senso a trasmettere la sicurezza del "per forza", spiegando che si andavano a cercare i momenti, i luoghi, i casi in cui "per forza" una qualsiasi cosa aveva un ben preciso e determinato comportamento.

Lodevole ricerca che li portava a vivere nell’ideale che mettendosi al riparo dalle incertezze, si sarebbero sentiti sicuri perchè se "per forza" doveva verificarsi un determinato comportamento, allora potendolo prevedere nel cento per cento dei casi, nulla avrebbe potuto generare imprevisto o probabilità.

Tutto questo mi sembrava affascinante quando ero un’altra persona.

Adesso che sono cambiato molto da allora, mi rendo conto di quanto tutto questo non abbia un senso.

Nella vita i casi ideali in cui "per forza" qualcuno, qualcosa o qualunque entità ricade nel "per forza" non esistono.

Se questi signori capissero quanto sia più utile studiare i casi reali, quelli della vita, che non sono regolati da leggi tanto precise quanto inutili, che il mondo la fuori è diverso da quello che si sono costruiti li dentro, grazie a tutte le loro certezze che sono vere solo per un attimo rispetto ad una vita, allora varrebbe forse veramente il binomio cultura=conoscenza.

Ma fintanto che questi signori si metteranno al riparo dietro ai loro casi particolari, inesistenti nella vita, in cui tutto torna, in cui tutto va secondo le regole e in cui possono prevedere i comportamenti di qualsiasi cosa perchè "per forza" dovrà essere in un preciso modo, allora finchè tutto questo verrà insegnato e trasmesso come valore, quando invece è un’inutile menzogna completamente diversa dalla realtà, allora non ci sarà sviluppo e crescita delle persone.

 

 

04

Oct

Mppi Marco SalvadoriMarco Salvadori mppi

Una nota psicologa che conosco da molto tempo nell’initimità, affermata nel campo della psicologia, mi ha sottoposto in questi giorni il test MMPI-2. Che cos’è? E’ il test simile a quello della visita del militare… quello per valutare la personalità del soggetto… quello per vedere se siamo pazzi sfrenati o pazzi e basta. :)

Dopo l’attenta analisi della notail referto è qui sotto esposto:

Dal punto di vista della validità del test va osservato che il soggetto ha risposto in modo corretto e sincero anche se vi è stato un certo tentativo, più o meno cosciente ,di coprire talune presunte inefficienze della propria personalità. L’equilibrio timico pare compreso nei limiti della norma. E’ tuttavia molto probabile una tendenza all’iperattività con possibili variazioni disforiche del tono dell’umore: il soggetto può mostrare un eccessiva tendenza all’ottimismo, al coinvolgimento e all’irritabilità nelle situazioni in cui percepisce i limiti alle attività che ha deciso di intraprendere. Il soggetto non sembra manifestare particolari difficoltà o esitazioni di fronte alle decisioni: riesce a operare la scelta più appropriata rispetto al contesto ed alle proprie motivazioni. Le capacità di inserimento al gruppo e di attiva socializzazione non appaiono compromesse. L’intervistato sembra accettare, senza eccessive difficoltà, le comuni interazioni sociali. Sembra operare ad un buon livello di sicurezza: valuta se stesso in modo apparentemente realistico e senza dubitare delle proprie possibilità. I meccanismi di controllo e di difesa appaiono strutturati in maniera sufficientemente equilibrata, anche se nelle condizioni di particolare stress possono manifestarsi alcune tendenze alla labilità emotiva con possibili difficoltà di controll sulla sfera delle pulsioni.

E’ presente un quadro clinico di moderati attacchi di ansia con correlati neurovegetativi. Il soggetto appare intraprendente, facilmente entusiasmabile, e mostra generalmente un comportamento ingenuo ed improntato all’egocentrismo la cui caratteristica principale è: "darsi da fare per piacere a tutti i costi". Manifesta grande facilità all’entusiasmo, bisogno di successo, e soprattutto di approvazione sociale. E’ fondamentalmente bisognoso di affetto e attenzione ma cerca di ottenerne tramite vie indirette, piuttosto che con modalità propositive e affermative: inibisce e distorce la valutazione di se per evitare di fare "contatto" con situazioni non gestibili o comunque disturbanti soprattutto sul piano emotivo. Mostra immaturità emozionale, tendenza ad esprimere rabbia, suscettibilità e somatizzazione dell’ansia. A livello sociale si mostra disponibile superficialmente ma è "manipolativo", incapace di empatia e passa facilemente da una relazione all’alta (Lol :-) ).

Analisi scala per scala:

Scala L: Il soggetto non ha modificato l’immagine di se.

Scala F: Possibile qualche problema di natura motiva di non grave entità e che non limita la via del soggetto.

Scala K: Capacità di autovalutazione integra. Equilirio tra atteggiamento difensivo ed apertura.

Scala HS: Reazioni adeguate alle circostanze. Equilibrato realistico, dotato di capacità introspettiva.

Scala D: Non vi sono note depressive. Il soggetto è a proprio agio con se stesso.

Scala HY: Egocentrico, manipolativo, espansivo ed estroverso ma con tratti di dipendenza affettiva e di bisogno di essere amato. Possibile comunicazione con fondo di seduzione.

Scala PD: Valutazione della realtà adeguata alle proprie capacità. Sincero, tenace, responsabile, affidabile.

Scala MF: Conformismo ed autonomia sono ben equilibrate, pratico e disinvolto.

Scala PA: Ipersensibile ai torti subiti o ai rifiuti. Cauto nei contatti iniziali con gli altri. Fiducioso finchè non si sente tradito. Gran lavoratore, suscettibile, adattabile alle situazioni ma non abbandona le proprie convinzioni.

Scala PT: L’ansia è ben controllata.

Scala SC: Ben adattato al contesto socale.

Scala MA: Socievole, amichevole, intraprende più iniziative contemporaneamente. Il tono dell’umore può essere disforico o variabile.

Scala SI: Buona estione dei rapporti interpersonali.

Codice: Soggetto che tende a comunicare piuttosto che razionalizzare le emozioni frequenti ed intense. Ricorre prevalentemente a comunicazioni non verbali. Si trova a proprio agio in rapporti interpersonali, recepisce le necessità dell’ambiente. Ha un contatto fisico frequente ed in condizioni di stress amplifica le emozioi.

 

26

Aug

Vivere nel presente

Se sentiamo la necessità di percorrere una strada che ci faccia vivere bene con noi stessi, questa strada passerà sicuramente lungo la sottile linea che divide il passato dal futuro, ovvero IL PRESENTE.

Il presente è l’unico momento che ci è concesso di vivere. Il passato non può essere nuovamente vissuto nella realtà, e se anche decidiamo di riviverlo con il pensiero, esso non sarà altro che una stilizzazione di un passato che è gia stato presente tempo addietro.

Anche il futuro può essere vissuto con il pensiero, ma non sarà mai il vero futuro, bensì solo una costruzione mentale di esso creata in base alle nostre sensazioni e alle nostre emozioni interne del presente.

Quindi una volta presa la consapevolezza che l’unico e solo momento realmente vivibile è il presente, possiamo smettere di astrarlo per pensare al passato o al futuro dato che quest’attività di pensiero non ci condurrà su nessuna strada esistente.

So che non è facile smettere di pensare al passato. Non è facile nemmeno non concedersi di tanto in tanto un momento per pensare al futuro. Ma se ci rendiamo consapevoli della realtà, della verità, del "come stanno le cose realmente" e cerchiamo di vivere il presente cogliendone l’essenza, godendone le sansazioni che il momento attuale ci riesce a donare, percependo le emozioni intense che possiamo sentire toccarci dentro in quel momento così meraviglioso, eviteremo di estranearsi dal presente per vivere nei ricordi del passato (o nelle speranze del futuro) e ci godremo facilmente ciò che ci è concesso momento per momento.

 

15

Jun

polizia serravalle Il varco apertoErano le 22:30 ieri sera quando siamo arrivati al parco. Lo spettacolo pirotecnico c’era un’ora dopo ma tutto era già transennato intorno al lago.

Lungo la fila di barriere alzate per tenere le persone alla giusta distanza, un elemento mancante proprio in corrispondenza della strada che va nel boschetto.

Certi pensieri sono veramente irrestistibili, non trovi?

A volte alcune idee sono più eccitanti di un frutto succoso.

Io e la mia signorina abbiamo oltrepassato l’inspiegabile varco dirigendoci verso la collinetta dove si sarebbe potuto assistere allo spettaolo pirotecnico da una posizione veramente emozionante. Proprio sopra di noi i densi colori e la potenza rimbombante degli scoppi sarebero apparsi maestosamente. Avremmo sentito veramente la penetrazione del razzo come se avvenisse dentro di noi, per poi sentirlo giungere al punto giusto ed esplodere liberandosi in una nuvola di colori tutti sparsi.

L’erba leggermente bagnata, tutta fredda e dall’odore tipico emanato dai fili appena tagliati sarebbe stata un ottimo appoggio dove sdraiarsi per guardare in su senza piegare il collo.

Stare sotto la pioggia senza ombrello, Bagnarsi, abbandonarsi alle sensazioni che ti scorrono dentro, è una cosa che adoro. Provare le stesse sensazioni sotto un cielo illuminato di mille colori sarebbe stato veramente fantastico, non lo credi anche tu?

E invece, un quarto d’ora prima dell’inizio dello spettacolo, un’auto blu scuro con un lampeggiante sopra come si vede a malapena nella foto che sono riuscito a scattare, ci ha mandati via. Poi cho capito che eravamo veramente vicini al punto da dove avrebbero lanciato i razzi ;)

11

May

rimini Foto di gruppo

Queste sono le foto che mi fanno provare una meravigliosa sensazione quando parliamo di amici.

Dire poi che si tratta di un addio al celibato mi sembra superfluo.

 

 

25

Jan

 

E’ mia intenzione ricordare a tutti questa scoperta di "proporzioni spropositate"Immagine:Answer to Life.png, che ha in passato suggerito al mondo, la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

Quante volte hai usato l’interrogativo "chi siamo"? Quante volte hai chiesto "cos’è la vita"?Quante volte guardando il cielo hai sentito dentro di te un interrogativo che emergeva dalla profondità dello stomaco fino a salire alla gola dove quella sensazione di scarsa salivazione ti ha indotto a scoraggiarti nella ricerca di una spiegazione su che cosa fosse l’universo?

Bene… è ora che tu sappia che la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto è esattamente quarantadue!

Ebbene si! Quarantadue! E’ nel quarantadue che c’è la spiegazione a tutto, è li che sta la verità. Nulla meglio del quarantadue spiega ed illustra una risposta esaustiva alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto.

Fonti della più prestigiosa enciclopedia del web (wikipedia) affermano che un supercomputer ha calcolato la risposta alla domanda. Lo stesso motore di ricerca Google (e qui…provare per credere) afferma che la risposta a questa fantomatica domanda è proprio quarantadue.

Sfido chiunque a porre la domanda al motore di ricerca Google ovviamente in inglese. E’ sufficiente andare su www.google.it e scrivere nella ricerca la frase "answer to life the universe and everything".

La calcolatrice di Google dopo un attimo di calcoli mostrerà il risultato 42. Tutto ciò è ovvio. E’ nel 42 che sta la verità!

Ora che abbiamo la certezza che la risposta alla domanda è 42, viene da chiedersi una cosa fondamentale: qual’è la domanda?!.

La domanda è oviamente: quanto fa 6  x 9?

E’ ovvio che 6×9 fa 54… e questo non fa altro che avvalorare la domanda, dato che 42 è diverso da 54, se ne conclude con serenità che la spiegazione a tutto quanto detto è che l’universo è bizzarro ed irrazionale.

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