Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

24

Jun

Immaginiamo per un attimo la nostra vita come un metro che va dal momento della nostra nascita al momento della nostra morte. Un metro composto da 100 centimetri che rappresenta la nostra intera esistenza.

La maggior parte della nostra vita è rappresentata da 99 centimetri di questo metro. 99 centimetri nei quali dobbiamo portare a termine o almeno provare a fare quello che la società ci dice essere giusto. Nei 99 centimetri le regole della società ci impongono di essere sempre i primi, di fare di tutto per vincere sempre, di competere con altri per essere migliori, di ricevere apprezzamento da chi sta qualche centimetro più in là e conta di più, di sentirci gratificati da una promozione, di pensare al futuro, di ricordarci del passato, di cercare sempre di più…

Il centimetro oltre i 99 che resta è la porzione di vita che la nostra società non contempla, ma che esiste. Viene volutamente lasciato da parte perchè non è possibile per la società considerarlo, dato che esso non contempla il raggiungimento di uno scopo o di un’obiettivo in relazione all’approvazione o al successo decretato da altri.

Questo centimetro e’ il centimetro critico.

Esso simboleggia il significato della vita ed è palesemente ignorato da chi ci insegna ed anche da noi stessi. Questo rappresenta l’insieme delle nostre sensazioni, ciò che ci gratifica e ci proviene dall’interno, ciò che ci fa sentire promossi perchò ci promuoviamo, ciò che ci fa sentire vincenti senza entrare in competizione, superare od essere migliori di altri. In questo centimetro le regole sono completamente diverse da quelle del resto della vita e riguardano solo noi. In questo centimetro ci collochiamo nella posizione che siamo sicuri ci spetti senza guardare dove è collocata la persona accanto a noi. Le regole sono date da segnali interiori che ci rendono appagati indipendentemente dalle cose esteriori.

Avere la sensazione che la propria vita abbia uno scopo permette di far si che quel singolo centimetro contro novantanove possa allargarsi a due contro novantotto o a tre contro novantasette. Avere uno scopo nella propria vita significa allargare il centimetro critico e far si che le regole, il confronto, la lotta, la competizione occupino la parte corta del metro.

Eppure la società e l’educazione ci vuol dire fin da piccoli qual’è lo scopo della nostra vita. Avere più soldi, avere più successo, avere più potere… tutti confronti che non fanno altro che accendere la corsa del topo dentro di noi sin da piccoli per rincorrere una cosa che non raggiungeremo mai restando nella parte del metro più lunga, perchè tale cosa si trova in quel piccolo centimetro di cui noi ignoriamo l’esistenza.

Per vedere il nostro scopo ed avere un senso occorre spingersi verso ciò che non si conosce, esplorare quel centrimetro consapevoli dei propri rischi, inseguire il proprio realizzarsi, non accettando di comportarsi "come tutti gli altri".

Se ci adattiamo alle conformità non esploreremo mai quel centimetro e non conosceremo mai il nostro scopo. Scompariremo senza lasciar traccia come un’altro elemento della società che si è uniformato alla massa rimanendo insignificante.

Il centimetro critico è la parte più importante della vita ed è necessario adottare comportamenti diversi e fuori dagli schemi per poterlo raggiungere ed estendere.

 

 

Un’ottima interpretazione del concetto del centimetro critico che mi ha ispirato in questo breve testo si trova a pagina 333 del libro "te stesso al cento per cento" di Wayne E. Dyer, che consiglio a tutti di leggere.

02

May

marco salvadori Il focus sul problem solving.

Cos’è il problem solving?

Potrebbe venirci incontro Wikipedia: Il problem solving indica più propriamente l’insieme dei processi atti ad analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche.

Questo concetto è umanamente riconosciuto ormai sia nelle discipline scientifiche che umanistiche ma secondo me è molto limitante perchè parte dal presupposto che effettivamente ci sia un problema.

Tantissime sono le situazioni in cui il problema non c’è proprio, ed approcciare le azioni per raggiungere un obiettivo con il problem solving, significa "creare" un problema da risolvere.

La società stessa ha ormai instaurato un processo standard in cui la risoluzione di un problema è fonte di soddisfazione e di benessere. Siamo abituati a percepire benessere, sensazioni di felicità, a sentirci importanti, invincibili, quando riusciamo a risolvere un problema e riceviamo gratitudine, incitamento, complimenti e congratulazioni da stimoli esterni.

Queste soddisfazioni sono però spesso effimere. Effimere ma intense perchè avvengono di rado, ovvero solo quando risolviamo il problema. In più sono frutto di stimoli esterni. Se ci pensiamo bene lavoriamo e usiamo energie per risolvere un problema, ma non è il problema stesso che ci darà poi le belle sensazioni una volta risolto, bensì sono le altre persone!

Siamo talmente abituati a provare belle sensazioni con la risoluzione dei problemi che ormai per molti di noi è diventata l’unica fonte di soddisfazione.

Secondo me, e non cito nessuno, siamo tutti risolutori di problemi in cerca di  emozioni.

 

20

Oct

orario antiorario La ballerina

(Tratto da Diablog e reinterpretato da me nella spiegazione)

Quale dei due emisferi del cervello domina su di voi? Potete scoprirlo osservando la ballerina dell’immagine.

Come sta ruotando secondo voi? In senso Orario o in senso Antiorario?

La risposta giusta non c’è perchè dipende dal vostro modo di usare la testa.

Rispondetevi e poi leggete qui sotto:

 

Se la vostra risposta è IN SENSO ORARIO:

Nel vostro cervello prevale l’emisfero sinistro. La parte logica e razionale fa man forte nel vostro modo di essere, e probabilmente cercate spesso spiegazioni. La razionalità fa parte di voi e non date molto peso alle vostre sensazioni, probabilmente perchè non vi siete mai esercitati a coglierle ad ascoltarle,e ad allenarle, traendone beneficio a livello sensoriale.

Amate molto la pratica e meno la teoria. Organizzate i vostri ricordi, le vostre giornate ed i vostri spazi secondo una precisa strategia, e la giornata è spesso una scaletta già immaginata precentemente. Non amate improvvisare e nemmeno esporvi piu di tanto a rischi.

 

 

Se la vostra risposta è IN SENSO ANTIORARIO:

Nel vostro cervello prevale l’emisfero destro, la parte emozionale della vostra persona. Date probabilmente molto peso alle vostre emozioni, e spesso vi lasciate guidare da voi. Godete del momento in cui sono le emozioni stesse aguidarvi e  sentite in voi una profonda attrazione verso le persone che riescono a guidare le vostre emozioni.

Organizzate le vostre giornate, i vostri spazi ed i vostri ricordi in base alle emozioni che provate in un determinato momento. Se la società ve lo consentisse, sareste molto più impulsivi di quanto non lo siate già. Il frenare le vostre emozioni vi turba, e quindi spesso cercate una persona che le stimoli per voi, in modo da delegargliene la responsabilità e trarne voi godimento.
 

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