Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

20

May

Frastuono, timbro di voce infetta da armoniche sintetiche. Note stravolte fuoriescono dal vinile consumato. Luce soffusa e bevanda alla mano. Barman che insegnano alle ragazze dietro al bancone, come preparare un cocktail.
Misto di sostanze sintetiche, colori intonati all’ambiente, le scale per regolare l’altezza.

Pressione elevata, sguardi che si incrociano, occhi puntati su di me. Dita che reggono il bicchiere celano un timido indice nella mia direzione.
Siepi a separare gli spazi, dividono zone caste da angoli svegli. Scarpe di soli lacci si muovono sotto ai piedi inclinati, che regolano la tensione muscolare.

Merce in mostra ma non in vendita, clienti che non sanno scegliere; la ricerca del "frame" giusto pare infinita. Scuse banali fuoriescono con voce di basso timbro. Orecchie ascoltano e scelgono la risposta pronta tra quelle già testate.
Parole di amicizia, sorseggio di bevande colorate. Aspriro un fumo di tabacco, non so perchè.

Battute, risa, cerchi umani che si creano e si distruggono a seconda dell’occasione. Età che si intrecciano quasi a mescolarsi, ragazze in scadenza tentano l’ultima spiaggia. Odore di sigaro nell’aria, pitoni sbucano dalle tasche e la personalità pare essere di mogano. Purtroppo o per fortuna il legno si ammorbidisce con l’umidità, e l’immagine torna quella originale.

Serpenti avvolti in vita non bastano. Ognuno sfodera le armi che ha, ognuno cerca di mostrarsi imitando il modello.
Cavalli vapore galoppano intanto sulla via del ritorno e molti si chiedono se sia l’ora di andare.
Intanto, mentre qualcuno torna a casa, altri credono ancora nel colpo di fulmine.

 

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