Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

14

Jan

10

Jan

Leadership

Chi è un leader?

Cosa state aspettando?”, chiese ad un gruppo di persone assiepate lungo una strada.

“Non sai? Un grande re passerà di qui e vogliamo vederlo.”

“Un grande re? E quanti re ha fatto?” chiese lui.

“Un re fare altri re?” gli replica l’uomo attonito.

Ma il giovane lo guarda e dice: “Quelli che voi considerate re non lo sono. Un vero re è colui che fa diventare tutti re. È colui che governa la propria vita ma non la vita degli altri, e invece li aiuta a governarsi da sé. Venite con me e vi dirò il segreto per diventare dei veri re”.

E insieme giunsero in un’altra località, dove tanta gente stava intorno ad una statua.

“Chi rappresenta?” chiese il giovane sadhu.

“Non sai che questo è il nostro grande leader? Gli stiamo rendendo omaggio nel giorno della sua nascita”.

“Un grande leader? E quanti leader ha fatto?”

L’uomo, confuso dalla domanda, gli ribattè dubbioso: “Un leader fare altri leader?

Questo è un leader perché ha dato vita a un buon sistema sociale e milioni di persone sono diventati suoi seguaci”.

Allora il giovane spiegò: “Un vero leader è colui che fa diventare tutti leader. Un vero leader sa che ogni persona è un potenziale leader in grado di governare la propria vita. Un vero leader non dice “Seguitemi”, ma “Seguite voi stessi”.

Venite con me e vi dirò il segreto per essere anche voi dei grandi leader.

Noto racconto buddista

08

Jan

 

20

Dec

 

10

Dec

Stavo assaporando il calore delle lenzuola liscie e allo stesso tempo leggere, quando la mente è andata verso il passato.

Avete presente quando avvertite dentro di voi una sensazione di soddisfazione. Un qualcosa che vi è entrato dentro ed è piacevole tanto che non volete più dormire?

Bene! Esattamente quella sensazione mi ha spinto ad andare a rileggere quello che scrivevo tre/quattro anni fa. Tutte le tappe del mio percorso, tutti i pensieri, le emozioni messe in parole, e tutti i consigli che ci siamo scambiati. Consigli preziosissimi!

E’ affascinante rileggere di tutte le mie insicurezze di quel periodo e tutto il lavoro fatto con gli altri.

Ho addirittura trovato del testo dove scrivevo esattamente quello che volevo tra 3 mesi, tra 6 mesi, tra 1 anno. Devo dire che darsi degli obiettivi nel medio termine è il modo migliore per raggiungeli. La volontà subentra a livello inconscio e ti ritrovi ad un certo punto in cui nemmeno ti rendi conto di quello che sei riuscito a fare, delle persone che hai conosciuto, di chi è passato nella tua vita solo un giorno, di chi hai visto solo oggi, domani e domanilaltro, per poi non rivedere mai più, di chi ti sembrava potesse essere una scelta e invece non lo era, di chi invece hai scelto.

Rileggere quello che ho scritto in questo periodo fantastico è veramente affascinante.

E’ vero! Non sono riuscito a condividere questo percorso con molte persone che mi erano, mi sono e mi saranno vicine anche se ci ho provato in tantissime occasioni.

A chi a messo in parole le sue sensazioni nel corso degli anni, consiglio di rileggerle.

A chi sta facendo un percorso e non ne sta tenendo traccia, consiglio di scrivere.

Ne vale veramente la pena, per capire poi a che punto siamo, quali mete abbiamo raggiunto, quali mete possiamo arrivare.

24

Oct

Secondo me il punto di forza di alcune persone che sono eccellenti rispetto ad altre sta nel fatto di poter fare veramente quello che vogliono perchè sanno esattamente cosa è meglio per loro.

La cosa più fantastica è che quando sappiamo bene cosa è meglio per noi, automaticamente ci ritroviamo nella condizione in cui quella stessa cosa è bene per tutti quelli che ci circondano.

Quindi quando faccio una cosa a modo mio, sono sicuro che la sto facendo nel modo migliore.

;)

18

Oct

Ho capito che la capacità di apprendere è una caratteristica meravigliosa degli esseri umani.

Ma "siamo nati tutti imparati" :-) o dobbiamo imparare ad apprendere?

Qual’è la via migliore per l’apprendimento?

Ovvio! La pratica!

Pratica esercizio ed azione sono le vie da percorrere per apprendere, scoprire e conoscere. 

E qual’è il motore di queste azioni? La curiosità!

07

Oct

gatto marco salvadori Ricordiamoci che solo noi decidiamo cosa fare

A volte penso che ragionare seguendo un criterio logico molto spesso è inutile. La logica con la quale possiamo ragionare è semplicemente la nostra logica. Spesso giustamente incomprensibile agli altri.

Quindi se togliamo la logica dal nostro modo di ragionare, cosa rimane? Rimane un modo di ragionare che è sempre vero e lo è per tutti. Quello dato dalle emozioni.

I nostri meccanismi e le nostre leggi interne che ci fanno decidere se comportarsi in una certa maniera  o in un’altra, cadono se ragioniamo con le nostre emozioni.

Molto spesso sento dire o leggo che dobbiamo imparare a governare i nostri istinti.

Assolutamente no!! Dobbiamo invece fare esattamente il contrario.

Dobbiamo lasciarci guidare dagli istinti e lasciarci trasportare da quello che il nostro corpo e la nostra mente ci dicono di fare. Il ragionamento è sinonimo di immobilizzazione. Il ragionamento non esiste di per se, Un bimbo appena nato è felicissimo e si meraviglia di fronte a quanto noi adulti, con il ragionamento decidiamo essere banale.

Trovo che meravigliarsi di fronte a quello che ci suscita meraviglia sia una delle migliori azioni che possiamo riservarci. Credo che ridere per ciò che ci fa ridere ed essere tristi per ciò che ci rattrista sia la migliore cosa da fare. Trovo che se domani mattina appena alzati abbiamo voglia di dire trenta volte la parola "bengala", quella sia la cosa giusta da fare! E che se non abbiamo sonno stiamo svegli anche magari senza andare a dormire per oggi!

Nessuno e sottolineo nessuno al di fuori di noi può dirci cosa è giusto fare! Questo ricordiamocelo. Sempre!

 

01

Sep

rotta della nave(1) Lassolutista che cè in noi

Leggendo "The sky’s limit di Wayne W. Dyer" mi è balzato alla mente un concetto che si riscontra spessissimo nelle persone. Il concetto di assolutismo.

Essere assolutisti è molto molto male per noi perchè deleghiamo i nostri stati d’animo al volere del mondo che ci circonda.

Una caratteristica degli assolutisti è quella che ogni avvenimento che li riguarda deve andare come dichiarato precedentemente (e qui si torna al concetto di futurizzazione di qualche post fa) perchè loro si sentano a proprio agio. Gli assolutisti vogliono avere come risposta sempre un SI o un NO; sempre un AFFERMATIVO o un NEGATIVO. Mai una piccola indecisione o un si che non è esattamente si.

E’ facile comprendere che questa pretesa non ha riscontro nella realtà. Niente è solo e sempre nero. Niente è solo e sempre bianco. Un oggetto nero avrà sempre delle zone leggermente più chiare (grigio scuro) dettate dalla luce che lo investe. Se pensate che le strade asfaltate siano nere uscite e vedrete che l’asfalto è più vicino al bianco che al nero.

Essere assolutisti è veramente un male verso se stessi perchè come detto prima le cose non vanno mai in una direzione ben definita  ma vanno per un po’ in una direzione, per un po’ nell’altra. Come una nave che in maniera assolutistica segue una rotta lungo una linea retta, ma nella realtà va continuamente a destra e a sinistra di quella linea.

La probabilità di rimanere delusi usando questa visione della vita è altissima.

Molto meglio quindi evitare l’assolutismo che è in noi (tipico di chi ama schierarsi spesso) e rendersi consapevoli che la vita avrà degli alti e bassi, e trovare la giusta correzione ai bassi per portarli in una zona di comfort, come la nave trova la giusta correzione ogni volta che va troppo a destra o troppo a sinistra per portarsi lungo la linea della rotta giusta.

 

29

Aug

 I.F.D.   idealizzazione frustrazione demoralizzazione

Il disegno qui sopra mostra come sia facile smarrire il presente futurizzandolo ed instaurando un circolo vizioso.

In alto inizia il circolo vizioso con l’idealizzazione del proprio futuro: "stasera andrò a ballare e mi divertirò un casino", "domani andremo al mare e staremo benissimo", "sarò il più brillante del locale domani sera", oppure per citare un tema di questo periodo, "se vinco al superenalotto sarò a posto tutta la vita"… :)

Una volta idealizzato il futuro (questa idealizzazione avviene ovviamente in un momento presente) l’avvenimento che avevamo immaginato avviene. Il momento futuro che avevamo idealizzato pensando e pensandolo è ora diventato presente.

Purtroppo a volte accade spiacevolmente che l’avvenimento non è come lo avevamo idealizzato. Quante volte abbiamo espresso la nostra opinione dicendo che "quell’evento non ha rispettato le nostre aspettative"? Oppure "mi immaginavo una cosa e invece era un’altra"… o anche "mi aspettavo di meglio". A tutti è capitata una situazione di questo tipo almeno una volta nella vita.

Ecco quindi il momento della frustrazione. L’idealizzazione che avevamo fatto sul futuro di quell’evento, non si è rivelata tale nel momento in cui l’evento si è realizzato (e quindi ha vissuto il suo presente). Di qui la sensazione di frustrazione per le aspettative non rispettate e la ricerca di un motivo, di una colpa che in realtà non esiste. Il futuro fa quel che vuole indipendentemente da quello che ci immaginiamo che faccia. :-)

La mancanza di qualcosa o qualcuno da colpevolizzare se non ci rendiamo conto che la colpa è solo nostra e della nostra futurizzazione del presente, porta ad una demoralizzazione temporanea che ferma le nostre ambizioni relative all’evento in questione.

Quindi la prossima volta che avremo in programma di uscire una sera in quel locale ed essere brillanti, ripenseremo alla serata nella quale lo avevamo pensato ma non è successo. Quando dovremo prendere una decisione sul lavoro penseremo a quella decisione che avevamo preso pensando che avvenisse in un modo e invece avvenne in un altro e ci demoralizzammo per tutto il giorno.

L’unico modo per non cadere in questo circolo vizioso è quello di vivere il presente SENZA FARSI NESSUNA IDEA SU COME UNA COSA ANDRA’.

 

(Schema graficoripreso da: The sky’s Limit di WaYne W.Dyer | Concetti rielaborati dalla lettura dello stesso libro)

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