Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

17

Sep

 

Questa canzone è una vera e propria miniera d’oro!!!

In nessun’altra canzone una ragazza dice più palesemente ciò che vuole da noi.

Vi invito a leggerla… soffermandovi sui testi in neretto.

Vi invito ad ascoltarla nel video sotto.

Vi invito a fare tesoro di questi preziosi insegnamenti.

 

Parole di Burro
Carmen Consoli

 


Narciso parole di burro  
si sciolgono sotto l’alito della passione  
Narciso trasparenza e mistero  
cospargimi di olio alle mandorle e vanità modellami

Raccontami le storie che ami inventare spaventami  
raccontami le nuove esaltanti vittorie  
Conquistami inventami  
dammi un’altra identità  
stordiscimi disarmami e infine colpisci  

abbracciami ed ubriacami  
di ironia e sensualità  

Narciso parole di burro  
nascondono proverbiale egoismo nelle intenzioni  
Narciso sublime apparenza  
ricoprimi di eleganti premure e sontuosità ispirami.  

Raccontami le storie che ami inventare spaventami  
raccontami le nuove esaltanti vittorie  
Conquistami inventami  
dammi un’altra identità  
stordiscimi disarmami e infine colpisci  
abbracciami ed ubriacami  
di ironia e sensualità  
abbracciami ed ubriacami di ironia e sensualità  

Conquistami

 

 


 

 

29

Aug

 I.F.D.   idealizzazione frustrazione demoralizzazione

Il disegno qui sopra mostra come sia facile smarrire il presente futurizzandolo ed instaurando un circolo vizioso.

In alto inizia il circolo vizioso con l’idealizzazione del proprio futuro: "stasera andrò a ballare e mi divertirò un casino", "domani andremo al mare e staremo benissimo", "sarò il più brillante del locale domani sera", oppure per citare un tema di questo periodo, "se vinco al superenalotto sarò a posto tutta la vita"… :)

Una volta idealizzato il futuro (questa idealizzazione avviene ovviamente in un momento presente) l’avvenimento che avevamo immaginato avviene. Il momento futuro che avevamo idealizzato pensando e pensandolo è ora diventato presente.

Purtroppo a volte accade spiacevolmente che l’avvenimento non è come lo avevamo idealizzato. Quante volte abbiamo espresso la nostra opinione dicendo che "quell’evento non ha rispettato le nostre aspettative"? Oppure "mi immaginavo una cosa e invece era un’altra"… o anche "mi aspettavo di meglio". A tutti è capitata una situazione di questo tipo almeno una volta nella vita.

Ecco quindi il momento della frustrazione. L’idealizzazione che avevamo fatto sul futuro di quell’evento, non si è rivelata tale nel momento in cui l’evento si è realizzato (e quindi ha vissuto il suo presente). Di qui la sensazione di frustrazione per le aspettative non rispettate e la ricerca di un motivo, di una colpa che in realtà non esiste. Il futuro fa quel che vuole indipendentemente da quello che ci immaginiamo che faccia. :-)

La mancanza di qualcosa o qualcuno da colpevolizzare se non ci rendiamo conto che la colpa è solo nostra e della nostra futurizzazione del presente, porta ad una demoralizzazione temporanea che ferma le nostre ambizioni relative all’evento in questione.

Quindi la prossima volta che avremo in programma di uscire una sera in quel locale ed essere brillanti, ripenseremo alla serata nella quale lo avevamo pensato ma non è successo. Quando dovremo prendere una decisione sul lavoro penseremo a quella decisione che avevamo preso pensando che avvenisse in un modo e invece avvenne in un altro e ci demoralizzammo per tutto il giorno.

L’unico modo per non cadere in questo circolo vizioso è quello di vivere il presente SENZA FARSI NESSUNA IDEA SU COME UNA COSA ANDRA’.

 

(Schema graficoripreso da: The sky’s Limit di WaYne W.Dyer | Concetti rielaborati dalla lettura dello stesso libro)

26

Aug

Vivere nel presente

Se sentiamo la necessità di percorrere una strada che ci faccia vivere bene con noi stessi, questa strada passerà sicuramente lungo la sottile linea che divide il passato dal futuro, ovvero IL PRESENTE.

Il presente è l’unico momento che ci è concesso di vivere. Il passato non può essere nuovamente vissuto nella realtà, e se anche decidiamo di riviverlo con il pensiero, esso non sarà altro che una stilizzazione di un passato che è gia stato presente tempo addietro.

Anche il futuro può essere vissuto con il pensiero, ma non sarà mai il vero futuro, bensì solo una costruzione mentale di esso creata in base alle nostre sensazioni e alle nostre emozioni interne del presente.

Quindi una volta presa la consapevolezza che l’unico e solo momento realmente vivibile è il presente, possiamo smettere di astrarlo per pensare al passato o al futuro dato che quest’attività di pensiero non ci condurrà su nessuna strada esistente.

So che non è facile smettere di pensare al passato. Non è facile nemmeno non concedersi di tanto in tanto un momento per pensare al futuro. Ma se ci rendiamo consapevoli della realtà, della verità, del "come stanno le cose realmente" e cerchiamo di vivere il presente cogliendone l’essenza, godendone le sansazioni che il momento attuale ci riesce a donare, percependo le emozioni intense che possiamo sentire toccarci dentro in quel momento così meraviglioso, eviteremo di estranearsi dal presente per vivere nei ricordi del passato (o nelle speranze del futuro) e ci godremo facilmente ciò che ci è concesso momento per momento.

 

19

Jun

nono Un esercizio per il no

Qualche giorno fa ho scritto un articolo dove con alcuni esempi ho verbalizzato il pensiero sull’importanza di dire no.

Adesso un semplice esercizio per mettere meglio a fuoco questo concetto. Un metodo per capire quando il nostro NO è affine all’attenzione verso se stessi e non dobbiame temere niente se gli altri ci rinfacciano un comportamento egoista.

E’ infatti probabile che i nostri NO, inizialmente vengano interpretati dagli altri, da chi ci conosce o da chi soltanto ci frequenta, come atti di egoismo.

Come possiamo quindi capire se il nostro NO è frutto di un comportamento volto all’attenzione verso se stessi, che nel tempo non potrà far altro che giovare sia a se stessi ma anche e soprattutto a chi ci sta intorno, oppure è un NO effettivamente oltre il confine del buonsenso, sfociato nell’egoismo?

Come sempre, per avere la risposta giusta occorre porsi le domande giuste. Ecco qua alcune domande da porsi come esercizio ogni volta che ci sorge un dubbio comportamentale dopo aver detto un NO.

Per porsi queste domande è bene prendersi un quarto d’ora di tempo per se stessi, chiusi in una stanza al sicuro:

1) Quali sensazioni ha suscitato in me la richiesta alla quale ho detto no, nel momento in cui mi è stata formulata?

2) Se accettassi la richiesta per volontà o compromesso, mi sentirei a disagio?

3) Le volte scorse nelle quali ho accettato una richiesta che mi ha provocato la stessa sensazione venuta fuori rispondendo al punto 1, mi sono forse detto che non avrei più accettato richieste di questo tipo?

4) Posso arrecare un danno altrui con il mio no?

 

15

Jun

polizia serravalle Il varco apertoErano le 22:30 ieri sera quando siamo arrivati al parco. Lo spettacolo pirotecnico c’era un’ora dopo ma tutto era già transennato intorno al lago.

Lungo la fila di barriere alzate per tenere le persone alla giusta distanza, un elemento mancante proprio in corrispondenza della strada che va nel boschetto.

Certi pensieri sono veramente irrestistibili, non trovi?

A volte alcune idee sono più eccitanti di un frutto succoso.

Io e la mia signorina abbiamo oltrepassato l’inspiegabile varco dirigendoci verso la collinetta dove si sarebbe potuto assistere allo spettaolo pirotecnico da una posizione veramente emozionante. Proprio sopra di noi i densi colori e la potenza rimbombante degli scoppi sarebero apparsi maestosamente. Avremmo sentito veramente la penetrazione del razzo come se avvenisse dentro di noi, per poi sentirlo giungere al punto giusto ed esplodere liberandosi in una nuvola di colori tutti sparsi.

L’erba leggermente bagnata, tutta fredda e dall’odore tipico emanato dai fili appena tagliati sarebbe stata un ottimo appoggio dove sdraiarsi per guardare in su senza piegare il collo.

Stare sotto la pioggia senza ombrello, Bagnarsi, abbandonarsi alle sensazioni che ti scorrono dentro, è una cosa che adoro. Provare le stesse sensazioni sotto un cielo illuminato di mille colori sarebbe stato veramente fantastico, non lo credi anche tu?

E invece, un quarto d’ora prima dell’inizio dello spettacolo, un’auto blu scuro con un lampeggiante sopra come si vede a malapena nella foto che sono riuscito a scattare, ci ha mandati via. Poi cho capito che eravamo veramente vicini al punto da dove avrebbero lanciato i razzi ;)

08

Jun

persone eccezionali La responsabilità

Se mettiamo la nostra felicità, le nostre idee, i nostri ideali, le nostre sensazioni in mano agli altri. Se lasciamo che gli altri influenzino negativamente le nostre emozioni. Se aspettiamo che gli altri ci regalino qualcosa spontaneamente. Se mettiamo il nostro pensiero nella mani di chi ci critica continuamente cercando di manipolarci psicologicamente. Se ci identifichiamo in una delle situazioni sopra descritte, allora la nostra autostima è sicuramente danneggiata ed è il momento di correre ai ripari.

Noi abbiamo la responsabilità di costruire la nostra esistenza ed i legami con gli altri in modo da sentirci appagati, creando intorno a noi una comunità di persone che ci apprezzano e che ci sostengono, difendendo insieme l’Io di ciascuno, dagli attacchi di coloro che intendono togliercelo.

E’ per questo che sono circondato da persone eccezionali. ;)

14

Apr

 

Il 70% di quello che diciamo non proviene dalla nostra bocca.

Questo "le donne lo sanno, l’han sempre saputo…" direbbe Ligabue.

Ed avrebbe ragione.

Le ragazze danno significato a quello che sentono in base alle emozioni che ciò suscita loro.

Parlare prolungatamente con chi non le fa siscitare nessuna emozione è difficile per la ragazza del video. Se ci sommiamo anche il fatto che lei si scopre nell’analisi che Bond fa nei suoi confronti ci è facile capire come si senta in difficoltà.

Un ultimo tentativo di aggancio emotivo la ragazza lo fa quando chiede "com’è l’agnello?".

La risposta razionale di Bond "allo spiedo" sarebbe un ottimo aggancio per lei, ma le due parole successive "sensazione sgradevole" spiazzano definitivamente la ragazza che non può far altro che andarsene.

13

Mar

I gatti non prendono ordini,ma possono essere indotti a cacciare. Se leghi una piuma in cima a un filo e ne fai un uso appropriato potrai fargli fare un sacco di acrobazie. Tutte quelle che vuoi.

Ma non è interessante il fatto che se quella piuma gliela poni proprio sotto al naso non farà altro che voltarsi dall’altra parte?

I gatti sono sempre curiosi, coprattutto con le cose nuove, improvvise, con quelle cose che non si aspettano, che li sorprendono e che gli fanno provare quell’emozione di sorpresa e di imbarazzo. Quelle cose che li fanno trovare impreparati, e la loro reazione è quella naturale: la curiosità.

C’è molto da imparare dai gatti. Se mando via il mio gatto dalle ginocchia quando sono seduto, lui tornerà a sedersi li. Se invece lo chiamo e lo invito a sedersi…ecco… ecco che manca la magia naturale delle cose, quella naturalezza che tutti abbiamo dentro, che tutti conosciamo e che sappiamo essere in grado di suscitare dentro di noi quell’emozione appagante, quel richiamo naturale che senza sapere perchè, abbattendo ogni barriera ci induce a comportarci naturalmente facendo veramente quello che volevamo e che sentiamo dentro di dover fare.

Per questo io adoro i gatti. Perchè mi sento uno di loro, che fa sempre e solo quello che la natura gli suggerisce di fare. ;)

 

18

Aug

Piedi-Marco-Salvadori

Una corsetta a piedi nella tranquillità di Piccaratico è un vero e proprio elisir dal quale attingere alla fine della giornata…

04

Dec

Non c’è da stupirsi se la nostra percezione della bellezza è distorta

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