16
Dec
Penso che ognuno di noi abbia in fin dei conti una colonna sonora nella quale si rispecchia e vede la sua vita.
La mia colonna sonora da anni è questa canzone, e ogni volta che raggiungo un’obiettivo ho la sensazione di poter cancellare una strofa.
E’vero… in alcune occasioni non ho cancellato la strofa per il raggiungimento di un’obiettivo perchè ho vissuto l’esperienza descritta senza averla posta come scopo, ma in tutti i casi, sia che l’esperienza sia stata vissuta nel momento positivamente che negativamente, si è sempre trattato di una crescita e di uno sviluppo personale che mi ha portato ad esse la persona che sono.
In realtà le strofe di questa canzone sono profondamente affini alla mia esperienza di vita ed è quasi curioso il tono "profetico" con il quale riscontro questi versi nella vita vissuta.
Nel corso degli ultimi anni ho barrato buona parte dei versi ed ora ho deciso di pubblicarli perchè ne mancano veramente pochi al completamento, mentre intanto un’altra canzone, nuova, diversa, migliore, sta affacciandosi come colonna sonora della mia vita.
10
Dec
Stavo assaporando il calore delle lenzuola liscie e allo stesso tempo leggere, quando la mente è andata verso il passato.
Avete presente quando avvertite dentro di voi una sensazione di soddisfazione. Un qualcosa che vi è entrato dentro ed è piacevole tanto che non volete più dormire?
Bene! Esattamente quella sensazione mi ha spinto ad andare a rileggere quello che scrivevo tre/quattro anni fa. Tutte le tappe del mio percorso, tutti i pensieri, le emozioni messe in parole, e tutti i consigli che ci siamo scambiati. Consigli preziosissimi!
E’ affascinante rileggere di tutte le mie insicurezze di quel periodo e tutto il lavoro fatto con gli altri.
Ho addirittura trovato del testo dove scrivevo esattamente quello che volevo tra 3 mesi, tra 6 mesi, tra 1 anno. Devo dire che darsi degli obiettivi nel medio termine è il modo migliore per raggiungeli. La volontà subentra a livello inconscio e ti ritrovi ad un certo punto in cui nemmeno ti rendi conto di quello che sei riuscito a fare, delle persone che hai conosciuto, di chi è passato nella tua vita solo un giorno, di chi hai visto solo oggi, domani e domanilaltro, per poi non rivedere mai più, di chi ti sembrava potesse essere una scelta e invece non lo era, di chi invece hai scelto.
Rileggere quello che ho scritto in questo periodo fantastico è veramente affascinante.
E’ vero! Non sono riuscito a condividere questo percorso con molte persone che mi erano, mi sono e mi saranno vicine anche se ci ho provato in tantissime occasioni.
A chi a messo in parole le sue sensazioni nel corso degli anni, consiglio di rileggerle.
A chi sta facendo un percorso e non ne sta tenendo traccia, consiglio di scrivere.
Ne vale veramente la pena, per capire poi a che punto siamo, quali mete abbiamo raggiunto, quali mete possiamo arrivare.
30
Nov
Quando frequentavo le lezioni universitarie ogni mattina (prometto che un giorno mi laureo) mi ricordo quanto mi affascinavano i professori quando pronunciavano le due parole "per forza".
Questi signori passavano la vita a studiare e a trovare i casi in cui "per forza" qualcosa doveva accadere.
Riuscivano in un certo senso a trasmettere la sicurezza del "per forza", spiegando che si andavano a cercare i momenti, i luoghi, i casi in cui "per forza" una qualsiasi cosa aveva un ben preciso e determinato comportamento.
Lodevole ricerca che li portava a vivere nell’ideale che mettendosi al riparo dalle incertezze, si sarebbero sentiti sicuri perchè se "per forza" doveva verificarsi un determinato comportamento, allora potendolo prevedere nel cento per cento dei casi, nulla avrebbe potuto generare imprevisto o probabilità.
Tutto questo mi sembrava affascinante quando ero un’altra persona.
Adesso che sono cambiato molto da allora, mi rendo conto di quanto tutto questo non abbia un senso.
Nella vita i casi ideali in cui "per forza" qualcuno, qualcosa o qualunque entità ricade nel "per forza" non esistono.
Se questi signori capissero quanto sia più utile studiare i casi reali, quelli della vita, che non sono regolati da leggi tanto precise quanto inutili, che il mondo la fuori è diverso da quello che si sono costruiti li dentro, grazie a tutte le loro certezze che sono vere solo per un attimo rispetto ad una vita, allora varrebbe forse veramente il binomio cultura=conoscenza.
Ma fintanto che questi signori si metteranno al riparo dietro ai loro casi particolari, inesistenti nella vita, in cui tutto torna, in cui tutto va secondo le regole e in cui possono prevedere i comportamenti di qualsiasi cosa perchè "per forza" dovrà essere in un preciso modo, allora finchè tutto questo verrà insegnato e trasmesso come valore, quando invece è un’inutile menzogna completamente diversa dalla realtà, allora non ci sarà sviluppo e crescita delle persone.
24
Oct
Secondo me il punto di forza di alcune persone che sono eccellenti rispetto ad altre sta nel fatto di poter fare veramente quello che vogliono perchè sanno esattamente cosa è meglio per loro.
La cosa più fantastica è che quando sappiamo bene cosa è meglio per noi, automaticamente ci ritroviamo nella condizione in cui quella stessa cosa è bene per tutti quelli che ci circondano.
Quindi quando faccio una cosa a modo mio, sono sicuro che la sto facendo nel modo migliore.
18
Oct
Ho capito che la capacità di apprendere è una caratteristica meravigliosa degli esseri umani.
Ma "siamo nati tutti imparati"
o dobbiamo imparare ad apprendere?
Qual’è la via migliore per l’apprendimento?
Ovvio! La pratica!
Pratica esercizio ed azione sono le vie da percorrere per apprendere, scoprire e conoscere.
E qual’è il motore di queste azioni? La curiosità!
Le ultime settimane ho avuto dei giorni veramente intensi, ricchi di emozioni, di nuove scoperte, di sfida.
E’ bella la sensazione dell’adrenalina che si mette in circolo, anche dopo una discussione, un confronto, uno scambio di punti di vista tra amici davanti a una birra, tra colleghi in ufficio…
Questi brevi ma intensi momenti mi hanno fatto imparare alcune semplici cose:
- Ascoltare per capire – partire con la coscienza di avere vedute ed assunti consolidati che saranno messi alla prova e modificati mano a mano che una conversazione procede.
- Incoraggiare gli altri a definire il loro modo specifico di ragionare, incentivandoli a rivederlo.
- Fare la stessa cosa sopra con il proprio pensiero ed il proprio ragionamento.
- Mettere in discussione le idee degli altri insieme alle proprie.
- Essere disposti ad esporre con franchezza le proprie vedute rimanendo neutrali nei confronti del punto di vista dell’altra persona.

A volte penso che ragionare seguendo un criterio logico molto spesso è inutile. La logica con la quale possiamo ragionare è semplicemente la nostra logica. Spesso giustamente incomprensibile agli altri.
Quindi se togliamo la logica dal nostro modo di ragionare, cosa rimane? Rimane un modo di ragionare che è sempre vero e lo è per tutti. Quello dato dalle emozioni.
I nostri meccanismi e le nostre leggi interne che ci fanno decidere se comportarsi in una certa maniera o in un’altra, cadono se ragioniamo con le nostre emozioni.
Molto spesso sento dire o leggo che dobbiamo imparare a governare i nostri istinti.
Assolutamente no!! Dobbiamo invece fare esattamente il contrario.
Dobbiamo lasciarci guidare dagli istinti e lasciarci trasportare da quello che il nostro corpo e la nostra mente ci dicono di fare. Il ragionamento è sinonimo di immobilizzazione. Il ragionamento non esiste di per se, Un bimbo appena nato è felicissimo e si meraviglia di fronte a quanto noi adulti, con il ragionamento decidiamo essere banale.
Trovo che meravigliarsi di fronte a quello che ci suscita meraviglia sia una delle migliori azioni che possiamo riservarci. Credo che ridere per ciò che ci fa ridere ed essere tristi per ciò che ci rattrista sia la migliore cosa da fare. Trovo che se domani mattina appena alzati abbiamo voglia di dire trenta volte la parola "bengala", quella sia la cosa giusta da fare! E che se non abbiamo sonno stiamo svegli anche magari senza andare a dormire per oggi!
Nessuno e sottolineo nessuno al di fuori di noi può dirci cosa è giusto fare! Questo ricordiamocelo. Sempre!
01
Sep
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Leggendo "The sky’s limit di Wayne W. Dyer" mi è balzato alla mente un concetto che si riscontra spessissimo nelle persone. Il concetto di assolutismo.
Essere assolutisti è molto molto male per noi perchè deleghiamo i nostri stati d’animo al volere del mondo che ci circonda.
Una caratteristica degli assolutisti è quella che ogni avvenimento che li riguarda deve andare come dichiarato precedentemente (e qui si torna al concetto di futurizzazione di qualche post fa) perchè loro si sentano a proprio agio. Gli assolutisti vogliono avere come risposta sempre un SI o un NO; sempre un AFFERMATIVO o un NEGATIVO. Mai una piccola indecisione o un si che non è esattamente si.
E’ facile comprendere che questa pretesa non ha riscontro nella realtà. Niente è solo e sempre nero. Niente è solo e sempre bianco. Un oggetto nero avrà sempre delle zone leggermente più chiare (grigio scuro) dettate dalla luce che lo investe. Se pensate che le strade asfaltate siano nere uscite e vedrete che l’asfalto è più vicino al bianco che al nero.
Essere assolutisti è veramente un male verso se stessi perchè come detto prima le cose non vanno mai in una direzione ben definita ma vanno per un po’ in una direzione, per un po’ nell’altra. Come una nave che in maniera assolutistica segue una rotta lungo una linea retta, ma nella realtà va continuamente a destra e a sinistra di quella linea.
La probabilità di rimanere delusi usando questa visione della vita è altissima.
Molto meglio quindi evitare l’assolutismo che è in noi (tipico di chi ama schierarsi spesso) e rendersi consapevoli che la vita avrà degli alti e bassi, e trovare la giusta correzione ai bassi per portarli in una zona di comfort, come la nave trova la giusta correzione ogni volta che va troppo a destra o troppo a sinistra per portarsi lungo la linea della rotta giusta.
