Leggendo in un post dell’amico T. (metto solo l’iniziale), mi sono rispecchiato in una riflessione breve ma intensa. Le abitudini.
Quando ero piccolo, non mangiavo verdura perchè non mi piaceva. Non sopportavo quello scricchiolio che si sente in bocca quando si mastica il centro di una foglia di insalata. Mi dava noia la consistenza molle della verdura lessata. Adesso mangio spesso contorni di zucchine ed addirittura i legumi che odiavo anche di più della verdura.
Quando ero piccolo non amavo la compagnia. Non rivolgevo spontaneamente la parola ad una persona sconosciuta. Amavo stare con me stesso. Adesso invece trovo molto eccitante parlare con gli altri. L’adrenalina che si sente dentro quando si parla ad una persona sconosciuta come se ci conoscessimo da una vita è una sensazione meravigliosa. Le persone con le quali parlo si mostrano felici di condividere il loro tempo con me, e questo mi rende ancora più entusiasta.
Tutto questo è avvenuto sotto gli occhi increduli ed appannati dall’abitudine, delle persone che hanno condiviso una larga fetta della loro vita con me.
La volontà, l’interesse, l’attrazione che si prova nei confronti di un obiettivo, incanala un flusso dentro la persona, e lasciandosi trasportare da questo flusso, l’abitudine svanisce, i luoghi comuni non hanno piu senso, il pensiero perde di significato e l’azione diviene parte fondamentale della propria vita.
Sorrido quando le persone mi dicono che non cambieranno mai i propri gusti, i propri valori, le proprie idee, i propri obiettivi…
