L’immobilizzazione designa indubbiamente uno stato d’animo negativo nella tua persona. L’entità dell’immobilizzazione può andare dalla totale staticità del pensiero, all’indecisione, alla mancanza del primo passo.
Ci sono alcune sensazioni che tu hai provato sicuramente nella tua vita, e che ti hanno almeno in qualche occasione immobilizzato dall’agire. L’ira può essere una di queste. La timidezza. L’odio.La gelosia. Queste brutte sensazioni indotte da questi pessimi stati d’animo, ti hanno limitato nello svolgere le azioni più banali. Uno stato d’animo negativo ti impedisce di dormire, di mangiare. A volte ti impedisce di avere cura di te. Tutti questi impedimenti sono segni di immobilizzazione.
Un esempio di quando sei immobile è quando:
- anche volendo non riesci a parlare con affetto ad una persona alla quale vuoi bene.
- non riesci a lavorare ad un tuo progetto che ti interessa e che ritieni positivo per tuo futuro.
- passi le giornate a rimuginare
- non ti dedichi alle cose che ti piacciono perchè hai qualcosa che ti rode dentro.
- eviti di parlare ad una persona pur sapendo che semplicemente facendolo miglioreresti il vostro rapporto.
- non riesci a dormire perchè c’è qualcosa che ti preoccupa
- Insulti una persona per ciò che è o per ciò che fa
Tutte le emozioni negative determinano un certo grado di immobilizzazione.
Uno dei modi per combattere l’immobilizzazione è quello di vivere nel presente. Al centro di un’esistenza efficiente c’è la presa di contatto e la consapevolezza del presente. Il presente infatti è l’unico momento nel quale ti è concesso di vivere. E’ l’unico momento che c’è. Il futuro non c’è. Il futuro è un altro momento che sarà il tuo presente un’altra volta.
Il fatto che induce a non vivere nel presente è da ricercarsi nei gradi di indipendenza che hai rispetto agli altri e al mondo esterno. Se ci pensi bene la maggior parte delle persone vive nel futuro, o almeno cerca di indurti a farlo. "Risparmia per il futuro!", "Calcolale conseguenze!", "Pensa a quando ci arriverai!", "Pensa al domani!"… sono tutte frasi che ti invitano a pensare quasi e solo esclusivamente al futuro. Non tenere conto del presente è quasi una malattia e quotidianamente subisci il condizionamento di sacrificarlo al futuro. Con questo sistema non solo ti perdi adesso ogni godimento ed ogni beneficio, ma eviti anche la felicità, delegandola sempre al futuro il quale una volta arrivato diventa presente e la felicità ti sfugge sempre di mano. Ti metti in controtendenza con l’obiettivo insito dentro di te, di un "futuro migliore".
In conclusione voglio dire che non è pensando ad un futuro migliore che otterremo un futuro migliore, ma bensì è pensando al presente, a fare sempre cio che è bene per noi stessi ora, che otterremo un futuro migliore, fatto da tanti presenti divenuti passati, sempre vissuti positivamente.
Per evidenziare meglio il concetto che voglio esprimere con questo post, cito alcune brevi storie tratte da un libro (Your Erroneous zones di Wayne W. Dyer), riadattata in Italiano da parte mia.
"Martina decide di andare nel bosco per godere del contatto con la natrura e stabilire un contatto con il presente. Mentre è nel bosco lascia dapprima vagabondare la mente per poi concentrarla su tutte le cose che in quel momento dovrebbe fare a casa. I bambini, la spesa, le bollette…". Vi sembra tutto a posto? Proseguiamo con la narrazione. "Mentre Martina è nel bosco, la sua mente si lancia in avanti verso tutto ciò che dovrà fare quando andrà via dal bosco" E’ così che il presente le si dilegua, occupato da faccende del passato e faccende del futuro e perde l’occasione di deliziarsi della natura del bosco".
"Elisa va in vacanza su un’isola per divertirsi. Passa tutte le vacanze ad abbronzarsi, non per il piacere di sentirsi il calore delsole sulla pelle, ma pensando al piacere che proverà quando le sue amiche le faranno i complimenti per l’abbronzatura. Ha la mente al futuro, e quando quel futuro sarà diventato il presente, si lamenterà di non essere più sulla spiaggia a prendere il sole, poichè non rendendosi conto del presente quando era sotto il sole, non si sentirà appagata dalla vacanza."
"Giacomo sta leggendo un libro. D’un tratto si rende conto che ha letto appena tre pagine e che il resto del tempo la mente è andata altrove, divagando su quello che avrebbe dovuto fare dopo la lettura o su ciò che aveva fatto durante il giorno. Giacomo non si rende conto che quello che ha fatto durante il giorno è nel passato e non cambierà nonostante ci pensi. Non si accorge nemmeno che pensando in quel momento a ciò che avrebbe dovuto fare dopo, non riusciva a vivere quel momento, non riuscendo quindi a leggere il libro."
Del presente, di quel momento esclusivo che è sempre con noi possiamo avere la più bella esperienza se ci concediamo di perderci. Cogliendo il presente come l’unico momento di cui disponiamo possiamo goderne e contribuire alla costruzione di quello che chiamiamo futuro. Dobbiamo ricordare che desideri, speranze, rammarichi sono tutte tattiche dannose per evadere il presente.
L’evasione del presente non di rado determina l’idealizzazione del futuro. In futuro, in un qualche momento miracoloso la vita cambierà, le cose si metteranno a posto e troverai la felicità. Quando sarà successa tale cosa allora si che la vita comincerà sul serio!
Purtroppo quasi sempre l’evento atteso si rivela deludente. Non è quasi mai all’altezza di quanto avevi immaginato. Se un evento non si rivela all’altezza di come lo avevi immaginato puoi sempre non deluderti tornando ad idealizzarlo.
Non permettere che questo circolo vizioso entri a far parte del tuo sistema di vita. Interrompilo ora con una realizzazione strategica del momento presente.
Tratto da Your Erroneous zones di Wayne W. Dyer

Comment by Sara Villa — July 23, 2008 @ 10:28 pm
Comment by Cuore Nero — July 22, 2008 @ 10:28 pm