.jpg)
Leggendo "The sky’s limit di Wayne W. Dyer" mi è balzato alla mente un concetto che si riscontra spessissimo nelle persone. Il concetto di assolutismo.
Essere assolutisti è molto molto male per noi perchè deleghiamo i nostri stati d’animo al volere del mondo che ci circonda.
Una caratteristica degli assolutisti è quella che ogni avvenimento che li riguarda deve andare come dichiarato precedentemente (e qui si torna al concetto di futurizzazione di qualche post fa) perchè loro si sentano a proprio agio. Gli assolutisti vogliono avere come risposta sempre un SI o un NO; sempre un AFFERMATIVO o un NEGATIVO. Mai una piccola indecisione o un si che non è esattamente si.
E’ facile comprendere che questa pretesa non ha riscontro nella realtà. Niente è solo e sempre nero. Niente è solo e sempre bianco. Un oggetto nero avrà sempre delle zone leggermente più chiare (grigio scuro) dettate dalla luce che lo investe. Se pensate che le strade asfaltate siano nere uscite e vedrete che l’asfalto è più vicino al bianco che al nero.
Essere assolutisti è veramente un male verso se stessi perchè come detto prima le cose non vanno mai in una direzione ben definita ma vanno per un po’ in una direzione, per un po’ nell’altra. Come una nave che in maniera assolutistica segue una rotta lungo una linea retta, ma nella realtà va continuamente a destra e a sinistra di quella linea.
La probabilità di rimanere delusi usando questa visione della vita è altissima.
Molto meglio quindi evitare l’assolutismo che è in noi (tipico di chi ama schierarsi spesso) e rendersi consapevoli che la vita avrà degli alti e bassi, e trovare la giusta correzione ai bassi per portarli in una zona di comfort, come la nave trova la giusta correzione ogni volta che va troppo a destra o troppo a sinistra per portarsi lungo la linea della rotta giusta.
