
Roberta
Roberta (39 anni) ha assunto un ruolo di responsabilità in una nuova azienda a stretto contatto con l’amministratore delegato. Dopo i primi mesi di ottimi rapporto col suo capo, questi inizia a rivolgersi a lei con poco garbo, quasi con disprezzo criticandola e sminuendo la sua professionalità, umiliandola pubblicamente quando lui crede che lei abbia fatto un errore. Roberta è disorientata, vorrebbe reagire ma teme per la sua posizione e non ha voglia di rimettersi in gioco in un’altra azienda. Tenta quindi di rimanere passiva di fronte alle furiate del suo capo sperando che sia un momento della vita delicato ma passeggero. Ma dopo due anni la situazione non è cambiata e Roberta ha perso la sua autostima. Ora non solo è succube del suo capo ma inizia a mettere in dubbio se stessa e le sue capacità anche fuori dal lavoro.
Carla
Carla (36 anni) si è appena separata. Ha una figlia di 8 anni e una madre rimasta vedova alcuni anni prima. Invece di mettere in sesto la propria vita affettiva la donna si ritrova sempre più spesso a fare compagnia alla madre, interessata solo a qualcuno che le dedichi del tempo e le riempia le sue giornate vuote. Carla invece ha bisogno di un sostegno per ritrovare il proprio equilibrio, ma lei passa così in casa quasi tutto il suo tempo libero finchè si accorge che la vita intorno a lei sta scorrendo e che il suo bisogno di cercare un nuovo compagno stato accantonato da se stessa per soddisfare i bisogni della madre. Vorrebbe costruirsi una vita propria ma la madre, se pur non direttamente, la fa sentire in colpa e Carla anno dopo anno rimanda i sogni della vita relegandoli ad una vita immaginaria.
Antonello
Antonello (32 anni) ha un buon carattere ed è felice di aiutare gli amici che gli chiedono dei consigli. Una delle sue migliori amiche ha però passato il limite da qualche tempo. Ha sempre qualche problema: un nuovo fidanzato l’ha lasciata, è rimasta senza benzina dall’altra parte della città, ha perso le chiavi di casa…etc…etc. Ogni volta telefona, chiede ad Antonello di precipitarsi da lei per essere la spalla su cui piangere in grado di toglierla dai guai. Antonello è esausto e vorrebbe che la sua amica fosse disposta ad ascoltare anche i suoi di problemi ogni tanto. Però ogni volta che ha tentato di parlare di questa situazione ormai insostenibile lei gli ha chiesto scusa e gli ha promesso di essere piùdisponibile, salvo ritornare a comportarsi come prima nell’arco di pochi giorni.
Marina
Marina (31 anni) è single, fa un lavoro creativo e una famiglia numerosa con l’abitudine di ritrovarsi spesso in riunione a cena o a pranzo nel fine settimana. Ogni volta però per lei è lo stesso copione. A pochi minuti dal suo arrivo è bersaglio di domande indirette e velate critiche da parte dei parenti preoccupati dalle critiche per la sua vita al di fuori dagli schemi comunemente accettati. Marina vorrebbe mandarli tutti al diavolo o almeno evitare queste riunioni ma teme che qualcuno possa offendersi e che la situazione possa peggiorare.
Ti sembrano storie familiari?
Queste storie vi sembrano familiari? In tantissime occasioni ci capita di sentirsi a disagio, nervosi o furiosi. Eppure per evitare di offendere o apparire maleducati o per paura di essere mal giudicati o per non rischiare il nostro stipendio ci sentiamo costretti a soprassedere e quindi ad accettare alcuni eventi fastidiosi o dannosi per noi.
A volte le situazioni in cui non riusciamo a dire NO sono ancora più banali di quelle descritte.
Allora tu ora puoi capire che la parola NO, semplice e composta da due sole lettere ricopre un ruolo importantissimo nella tua vita e può renderti padrone di te stesso e delle tue azioni o relegarti ad una vita dettata da chi ti sta intorno. Questa parola così semplice può fare tutto questo.
Non trovi che il potere del NO sia devastante nei tuoi confronti e nei confronti degli altri?
Bene. Ora tu sai che devi imparare a gestire i tuoi NO.
Il potere del NO è talmente grande che non avrebbe senso andargli contro. Si ritorcerebbe contro di te.
Il vero potere dell’individuo è quello di imparare a gestire i propri no e quelli degli altri.
Non credi sia giunto il momento di farlo?
Bene. Ho la tua attenzione.
Per imparare a governare il NO è necessario che tu riscopra i tuoi valori per prima cosa con te stesso. Pensa a quello che ti piace pensare. Fai quello che ti piace fare. Ragiona come ti piace ragionare. Con te stesso puoi fare quello che vuoi perchè nessuno ti sente.
Una volta che hai ritrovato il giusto modo di ragionare con te stesso devi ridefinire la tua esistenza intorno a questo modo di ragionare.
E’ solo attribuendo valore a quello che dici e a quello che pensi, che potrai finalmente renderti completamente indipendente nelle tue azioni.
Uno degli ostacoli principali del dire NO è quello di sentirsi meno importanti degli altri, ed ambire di conuistare il loro rispetto con i SI.
Tutto questo credimi non è vero. Gli affamati non saranno mai sfamati.
Devi sforzarti il più possibile concentrandoti su come vorresti essere e devi capire con tutta la tua convinzione che se per te, per la tua persona, per sentirti appagato o gratificato da te stesso, è necessario dire NO, allora devi dirlo!
Non mettere la tua vita in mano agli altri, facendo da servo in nome dell’amicizia o dell’amore.
Dire di NO è il più prezioso regalo che possiamo fare a noi stessi e agli altri perchè allo stesso tempo ci permette di dire di SI a una vita più appagante, più autentica, più significativa che gli altri apprezzeranno.
