Una giornata come tante, una piacevole domenica di Maggio.
Eppure oggi ci sono state ore particolari, uno scambio di opinioni razionale nel pomeriggio, uno scambio di risate la sera, uno scambio furtivo di un solo sguardo rubato nell’attimo in cui nessuno dei due pensava di dover guardare l’altra.
I dubbi sicuramente sono nati in tutti e quattro gli occhi.
Forse la consapevolezza indotta dall’esterno non è poi così giusta e vantaggiosa come penso io da diversi mesi. Forse la personalità di un tempo sta riemergendo e lo si vede anche dal modo di fare e dall’abbigliamento sulla via di tornare al top.
Intanto dopo aver notato questi particolari, un’amica mi chiede per sms perchè non ho apprezzato la sua abbronzatura e un probabile compagno di viaggio dell’estate mi domanda se ho sistemato tutto al lavoro per le settimane estive.
E mentre accade tutto questo, vado via sempre più convinto di quello che voglio fare ed aumenta in me la consapevolezza che lo farò.
L’unico rammarico, non aver salutato lo sguardo oggi meno protetto che se ne andava…
Ed eccoci qua, agli avamposti di una frontiera che nemmeno Dio sa dove sia posta. In questa citta’ inesplorata di cui sappiamo gia’ tutto.
Il gioco del nascondino non serve quando si corre al buio e trovarsi e’ facile quando ci si legge addosso.
Abbiamo talmente frenesia di raggiungere che non ci godiamo il tempo presente. Bruciamo subito la benzina migliore per la voglia di arrivare primi ma non ci rendiamo conto che in una gara di soli il primo e’ anche l’ultimo.
E allora ci inventiamo delle battaglie con il solo scopo di vincerle. Ma dov’e’ la soddisfazione?
E intanto che continuiamo a porci questa domanda ci ritroviamo gli uni a parlare con gli altri e a misurare questo tempo che scorre usando il metro dell’accettazione che non ci appartiene, ma tuttavia ci governa.
Ho letto mille libri su mille argomenti diversi nella mia vita.
Ho visto mille documentari, mille film, mille occasioni ci sono state in cui ho potuto apprendere, capire…
Però nessuna parola letta, nessun dialogo ascoltato in una scena, nessuna nozione appresa da un filmato è mai stata utile quanto uno ed un solo minuto di vita vissuta in prima persona.
La pratica è realtà ed esperienza… la teoria è solo conversazione.
Pensare al tempo che scorre è veramente una sensazione strana a volte.
Ci sono dei giorni in cui abbiamo furia, dei giorni in cui percepiamo il trascorreree godiamo della lentezza dei momenti piacevoli.
Altre volte vorremmo non vivere un brutto momento perchè si sembra lungo un’eternità.
Altre ancora ci soffermiamo a ricordare qualcosa di emozionante e non ci interessa il tempo che sta scorrendo, ma stiamo lì, fermi immobili con la mente altrove, e chissà lo sguardo che abbiamo in quei momenti, chissà quale espressione in faccia, in che direzione guardano gli occhi e quante linee farà la pelle sul viso. Quante dita ci stiamo mordendo, quante volte ci mordiamo lelabbra.
In questi momenti in cui la mente va altrove e la fantasia vola, non ci curiamo affatto del tempo.
Quando pensiamo, sogniamo ad occhi aperti ed il tempo non ha più nessuna importanza.
Quando sento questa canzone, quando vedo questo spezzone di film, sento dentro di me una forte emozione, un ricordo di molti anni fa.
Non mi ricordo qualcosa di tangibile, che si può toccare o che si può vedere, ma mi ricordo solo l’emozione che ho provato in quell’occasione. Una sensazione forte di quelle che ti prendono dentro e ti toccano in profondità e non ti lasciano scampo per alcuni minuti. Di quelle che avverti prima sulle cosce, poi sulle braccia e infine in viso.
Quando accade questo è meraviglioso, è un momento in cui veramente ti senti isolato dal mondo nella tua nicchia sicura e quei minuti non si possono misurare.
E’ bello vivere questo. Con me succede che si alternano dei momenti in cui mi sento forte, razionale, invincibile, mentre altri mi sento euforico al punto tale che riesco a capire perfettamente il punto esatto dove sto provando quella precisa emozione. Intendo dire il punto esatto fisico sul corpo. A voi è mai successo? E’ bellissimo!
Io non cerco di essere meglio o peggio di quello o di quell’altro. Non trovo soddisfazione nell’essere migliore o superiore di quella persona. Non spero che gli altri siano peggio per distinguermi.
Io voglio solo essere oggi meglio di me stesso di ieri, domani meglio di me stesso di oggi… tra un anno meglio di me stesso di quest’anno.