E’ una bellissima sensazione ascoltare questa splendida poesia letta dall’autore in questo Giovedì sera dopo essersi immersi nella lettura di un libro.
E’ stato affascinante percorrere le parole di un libro già letto e trovarlo incredibilmente nuovo.
A voi è mai capitato?
Intanto il pensiero va al fatto che in questo preciso istante da qualche parte, qualcuno sta venendo al mondo e qualcun’altro sta scappando da se stesso coprendosi sotto le lenzuola.
Ed eccoci qua, agli avamposti di una frontiera che nemmeno Dio sa dove sia posta. In questa citta’ inesplorata di cui sappiamo gia’ tutto.
Il gioco del nascondino non serve quando si corre al buio e trovarsi e’ facile quando ci si legge addosso.
Abbiamo talmente frenesia di raggiungere che non ci godiamo il tempo presente. Bruciamo subito la benzina migliore per la voglia di arrivare primi ma non ci rendiamo conto che in una gara di soli il primo e’ anche l’ultimo.
E allora ci inventiamo delle battaglie con il solo scopo di vincerle. Ma dov’e’ la soddisfazione?
E intanto che continuiamo a porci questa domanda ci ritroviamo gli uni a parlare con gli altri e a misurare questo tempo che scorre usando il metro dell’accettazione che non ci appartiene, ma tuttavia ci governa.
Ho letto mille libri su mille argomenti diversi nella mia vita.
Ho visto mille documentari, mille film, mille occasioni ci sono state in cui ho potuto apprendere, capire…
Però nessuna parola letta, nessun dialogo ascoltato in una scena, nessuna nozione appresa da un filmato è mai stata utile quanto uno ed un solo minuto di vita vissuta in prima persona.
La pratica è realtà ed esperienza… la teoria è solo conversazione.
Pensare al tempo che scorre è veramente una sensazione strana a volte.
Ci sono dei giorni in cui abbiamo furia, dei giorni in cui percepiamo il trascorreree godiamo della lentezza dei momenti piacevoli.
Altre volte vorremmo non vivere un brutto momento perchè si sembra lungo un’eternità.
Altre ancora ci soffermiamo a ricordare qualcosa di emozionante e non ci interessa il tempo che sta scorrendo, ma stiamo lì, fermi immobili con la mente altrove, e chissà lo sguardo che abbiamo in quei momenti, chissà quale espressione in faccia, in che direzione guardano gli occhi e quante linee farà la pelle sul viso. Quante dita ci stiamo mordendo, quante volte ci mordiamo lelabbra.
In questi momenti in cui la mente va altrove e la fantasia vola, non ci curiamo affatto del tempo.
Quando pensiamo, sogniamo ad occhi aperti ed il tempo non ha più nessuna importanza.
Io non cerco di essere meglio o peggio di quello o di quell’altro. Non trovo soddisfazione nell’essere migliore o superiore di quella persona. Non spero che gli altri siano peggio per distinguermi.
Io voglio solo essere oggi meglio di me stesso di ieri, domani meglio di me stesso di oggi… tra un anno meglio di me stesso di quest’anno.
Gli standard sono dei modelli comportamentali che ci impegniamo ad assumere verso gli altri e verso noi stessi. Li decidiamo noi e non ci vengono attribuiti, quindi sono sotto il nostro controllo, e purtroppo a volte sfuggono al nostro controllo.
Il motivo per cui assumiamo degli standard è che vogliamo mostrarci agli altri mediante di essi. Non è quindi detto che gli standard ci rispecchino veramente, ma è possibile anche subcomunicare qualcosa che non ci caratterizza adottando degli standard simili al caso in cui ci caratterizzasse.
Una persona qualche anno fa ha creato una piccola azienda nel nord Italia e non è mai stata un profitto. Gli standard di questa persona non erano molto elevati e nel tempo, piano piano è divenuta schiava dei propri standard medio-bassi.
Questa sottomissione ai propri standard si è manifestata con continui ritardi, mancata presa delle proprie responsabilità, spostamento di impegni e non rispetto delle scadenze ne con i clienti ne con i colleghi ne con se stessa.
Per vivere al meglio è quindi necessario innalzare sempre al massimo il livello dei nostri standard.