Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

29

Aug

 I.F.D.   idealizzazione frustrazione demoralizzazione

Il disegno qui sopra mostra come sia facile smarrire il presente futurizzandolo ed instaurando un circolo vizioso.

In alto inizia il circolo vizioso con l’idealizzazione del proprio futuro: "stasera andrò a ballare e mi divertirò un casino", "domani andremo al mare e staremo benissimo", "sarò il più brillante del locale domani sera", oppure per citare un tema di questo periodo, "se vinco al superenalotto sarò a posto tutta la vita"… :)

Una volta idealizzato il futuro (questa idealizzazione avviene ovviamente in un momento presente) l’avvenimento che avevamo immaginato avviene. Il momento futuro che avevamo idealizzato pensando e pensandolo è ora diventato presente.

Purtroppo a volte accade spiacevolmente che l’avvenimento non è come lo avevamo idealizzato. Quante volte abbiamo espresso la nostra opinione dicendo che "quell’evento non ha rispettato le nostre aspettative"? Oppure "mi immaginavo una cosa e invece era un’altra"… o anche "mi aspettavo di meglio". A tutti è capitata una situazione di questo tipo almeno una volta nella vita.

Ecco quindi il momento della frustrazione. L’idealizzazione che avevamo fatto sul futuro di quell’evento, non si è rivelata tale nel momento in cui l’evento si è realizzato (e quindi ha vissuto il suo presente). Di qui la sensazione di frustrazione per le aspettative non rispettate e la ricerca di un motivo, di una colpa che in realtà non esiste. Il futuro fa quel che vuole indipendentemente da quello che ci immaginiamo che faccia. :-)

La mancanza di qualcosa o qualcuno da colpevolizzare se non ci rendiamo conto che la colpa è solo nostra e della nostra futurizzazione del presente, porta ad una demoralizzazione temporanea che ferma le nostre ambizioni relative all’evento in questione.

Quindi la prossima volta che avremo in programma di uscire una sera in quel locale ed essere brillanti, ripenseremo alla serata nella quale lo avevamo pensato ma non è successo. Quando dovremo prendere una decisione sul lavoro penseremo a quella decisione che avevamo preso pensando che avvenisse in un modo e invece avvenne in un altro e ci demoralizzammo per tutto il giorno.

L’unico modo per non cadere in questo circolo vizioso è quello di vivere il presente SENZA FARSI NESSUNA IDEA SU COME UNA COSA ANDRA’.

 

(Schema graficoripreso da: The sky’s Limit di WaYne W.Dyer | Concetti rielaborati dalla lettura dello stesso libro)

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26

Aug

Vivere nel presente

Se sentiamo la necessità di percorrere una strada che ci faccia vivere bene con noi stessi, questa strada passerà sicuramente lungo la sottile linea che divide il passato dal futuro, ovvero IL PRESENTE.

Il presente è l’unico momento che ci è concesso di vivere. Il passato non può essere nuovamente vissuto nella realtà, e se anche decidiamo di riviverlo con il pensiero, esso non sarà altro che una stilizzazione di un passato che è gia stato presente tempo addietro.

Anche il futuro può essere vissuto con il pensiero, ma non sarà mai il vero futuro, bensì solo una costruzione mentale di esso creata in base alle nostre sensazioni e alle nostre emozioni interne del presente.

Quindi una volta presa la consapevolezza che l’unico e solo momento realmente vivibile è il presente, possiamo smettere di astrarlo per pensare al passato o al futuro dato che quest’attività di pensiero non ci condurrà su nessuna strada esistente.

So che non è facile smettere di pensare al passato. Non è facile nemmeno non concedersi di tanto in tanto un momento per pensare al futuro. Ma se ci rendiamo consapevoli della realtà, della verità, del "come stanno le cose realmente" e cerchiamo di vivere il presente cogliendone l’essenza, godendone le sansazioni che il momento attuale ci riesce a donare, percependo le emozioni intense che possiamo sentire toccarci dentro in quel momento così meraviglioso, eviteremo di estranearsi dal presente per vivere nei ricordi del passato (o nelle speranze del futuro) e ci godremo facilmente ciò che ci è concesso momento per momento.

 

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