Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

20

May

rasoio occam Il rasoio di Occam

Stasera ho deciso di dedicare del tempo alla lettura, subito dopo cena, prima di uscire un po’ fuori dato il clima mite che caratterizza questi giorni.

Mi sono imbattuto nel Rasoio di Occam, un concetto molto importante e che invito tutti a interiorizzare. 

Il concetto è semplice: "a parità di fattori, la spiegazione più semplice tende ad essere quella esatta"

Questa semplice frase ci può rendere più felice un’intera vita se la adottiamo come base dei nostri comportamenti.

Quando siamo di fronte a un problema, a una scelta, a una decisione, spesso iniziamo a far correre i criceti sulle ruote dentro la nostra testa, pensando a tutte le possibili soluzioni, scelte, direzioni, anche inventandoci particolari inesistenti o considerandone di insignificanti, che col correre dei criceti diventano molto significanti, sfociando poi in nuovi problemi.

Il processo mentale che si instaura in queste situazioni è paragonabile ad un cane che si morde la coda e genera staticità, impedimento, indecisione, malessere.

Non pensi anche tu che sia meglio non risvegliare queste sgradevoli sensazioni dentro di noi?

Un caso tipico di problem solving gestito tenendo bene a mente il concetto del Rasoio di Occam può essere il seguente:

1) Non moltiplicare gli elementi più del necessario

2) Non considerare la pluralità se non è necessario

3) E’ inutile fare con più ciò che si può fare con meno

 

Il punto 1 è tipico dei casi in cui il problem solving trova applicazione a stati d’animo personali indotti da situazioni di vario genere create da se stessi e dalle persone che ci stanno intorno. In questi casi tendiamo a creare collegamenti tra le figure che riteniamo responsabili del nostro problema, del nostro stato negativo, del nostro malessere. Questo porta alla suddivisione della colpa su più soggetti e alla nascita di una ragnatela che interconnette tutte le figure coinvolte e che piano piano ci confonde sul ruolo dei soggetti nella vicenda a tal punto che ci rimane difficile avere un’idea ben precisa per ciascuno dei soggetti. Addirittura si manifestano cambi di idea repentini collegati all’umore del giorno, e tendiamo a schierarci oggi con tal’uno e domani con l’altro. Il risultato di questo processo è quello che tutti, sia taluni che gli altri, nel lungo termine ci percepiranno come persone negative, incoerenti, e caratterizzate da instabilità emotiva.

Il punto 2 è tipico dei momenti nei quali ci sentiamo felici. Quando ad esempio abbiamo trovato una soluzione ad un problema, ma ci sentiamo in dovere di condividere a tutti i costi la scoperta della soluzione con altre persone che indirettamente hanno contribuito ad essa.

Ora… se pensiamo anche solo per un attimo alla storia, non posso condividere la scrittura di questo articolo con l’uomo sapiens, considerando che se io oggi sono in grado di scrivere questo articolo è anche grazie a lui che milioni di anni fa raffinò la sua tecnica di comunicazione evolutasi poi nella lingua. Ogni volta che risolviamo con successo un problema, facciamo una scoperta, inventiamo qualcosa, ognuna di queste volte dobbiamo smettere di cercare a tutti i costi qualcuno per ringraziarlo di quello che ha fatto prima di noi, perchè se tale persona c’è, sicuramente lo abbiamo chiaro prima e durante il nostro lavoro. Se durante il problem solving non percepiano la sensazione di dovere qualcosa a qualcuno, significa che il merito è nostro e dobbiamo evitare di trovare qualcuno al quale attribuiremeriti per forza.

Il punto 3 è tipico dei casi in cui si cerca la perfezione. Se il nostro obiettivo della giornata, al quale pensiamo la mattina appena alzati, è la perfezione, ci conviene rientrare subito nel letto. La perfezione non esiste, inutile cercarla. Se anche esistesse, la perfezione è inutile.

La ricerca della perfezione o il tentativo di avvicinarsi il più possibile ad essa è un modo di usare le proprie risorse molto dispendioso e privo di fondamento, inutile, dannoso e tipico degli incapaci.

Se qualcuno ci chiede di giungere ad un risultato X, la perfezione è indubbiamente il raggiungiento di quel risultato con il minor dispendio di energia. Raggiungere il risultato X+1 è inutile, quando a tutti basta X. Certo…potremmo cadere nella trappola della lode. Il mondo è ricco di riconoscimenti e attestati di stima nei confronti di chi fa più di quello che dovrebbe. Ma la realtà, la quale è l’unico momento presente e degno di essere vissuto, ci insegna che il risultato ottimo è quello richiesto, sia esso richiesto da un amico,da un parente, dall’amore, dalla vita, da una folla, dall’intera popolazione.

Inventare una palla da calcio cubica invece che sferica è lodevole,ma inutile. Esiste già quella sferica ;)

11

May

rimini Foto di gruppo

Queste sono le foto che mi fanno provare una meravigliosa sensazione quando parliamo di amici.

Dire poi che si tratta di un addio al celibato mi sembra superfluo.

 

 

08

May

Huahuahua… dall’idea di un collega… mi sono ritagliato un video…

Huahuahua… ogni riferimento è puramente casuale… :)

 

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