Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

29

Jul

Minuscolo come un folletto, a 43 anni Jack Ma, fondatore di Alibaba.com, riassume la sua vita così: «Se l’ho fatto io, possono farlo tutti». Lui scoprì il web in vacanza in America oltre dieci anni fa, tornò a Hangzhou e con 2.000$ presi a prestito, fondò "China Pages" , una delle prime Internet Companies cinesi. Con i proventi della sua creazione creò successivamente un sito chiamato Alibaba.com che oggi è primo al mondo per il commercio fra imprese (ovvero tra i marketplace dove si incontra la domanda e l’offerta dei produttori e importatori di prodotti come pasta, vino, olio ecc.). Poi nel 2005 ha venduto  il 40% di Alibaba a Yahoo in cambio di un miliardo di dollari e della guida operativa di Yahoo China. Da allora, nelle larghe taMarco Salvadori Jack Ma sche stazzonate di Jack Ma navigano le chiavi del web nell’Impero di Mezzo: quelle che Microsoft sta cercando a colpi di offerte miliardarie.

Da ieri lei è preso in una guerra globale per il dominio di Internet. Cos’ha da insegnare Alibaba agli altri colossi?
«Credo che tutti eBay, Yahoo, Google, You Tube, Facebook, noi, Amazon siamo in fondo la stessa cosa. Siamo aperti di testa, serviamo i clienti, abbiamo grandi team. Poi ognuno ha caratteristiche uniche. Google è forte sulla tecnologia, eBay sul trading, Alibaba sui servizi ai clienti. Ma abbiamo una base comune: vogliamo tutti migliorare il mondo, fare qualcosa di grande e aiutare la gente. Ciascuno con le sue armi».

In Cina lei è una specie di rockstar, ogni anno il party di Alibaba a Hangzhou attira migliaia di fan. L’avrebbe mai detto?
«Non dimentico mai chi sono, so che ho studiato per diventare professore al liceo e non conta ciò che gli altri pensano di me: faccio una cosa che mi esalta perché può cambiare la Cina e il mondo. Non mi sento a mio  agio quando cammino per strada e la gente mi guarda e mi indica, ma ci sono abituato perché voglio fissare un esempio in Cina e nel mondo».

Si considera un genio del computer?
«Non so nulla di tecnologia, non so nulla di management, non so nulla di mercati finanziari. Sto imparando. Sono fortunato perché vivo nell’era di Internet e sono una persona normale che passa un sacco di tempo a esercitarsi in cose nuove. Ho fatto un sacco di errori, ma non mollo mai».

Lei dice: cambierò il mondo. Ma non c’è una discrepanza fra il potere dei grandi siti web e i pochi profitti che generano?
«Io non voglio che Alibaba diventi potente: voglio che diventi influente. Se è influente, allora ha anche un valore in sé e come imprenditore devo trovare il modo migliore di tirarlo fuori, ma come leader di mercato devo anche prendermi una responsabilità sociale. Non c’è discrepanza, è una strategia. Noi possiamo spremere fuori i soldi molto in fretta, ma che senso avrebbe? Internet è un business che si sviluppa su dieci o vent’anni, non su dieci minuti. Prendilo con calma, fallo andar bene, miglioralo, fallo crescere…» Marco Salvadori Jack Ma

Rendilo finanziariamente sostenibile…
«Il punto è: abbiamo bisogno che i gruppi del web siano solidi come General Electric, influenti come Microsoft, rapidi come un costruttore di auto italiano. E artistici. È una chance di migliorare gli esseri umani. È la storia, è la bella parte della storia. Tutti vogliono essere la storia, no?»

La cronaca racconta che lei si è quotato a Hong Kong incassando 1,9 miliardi di dollari tre mesi fa. Poi, come altri, Alibaba è crollato. La preoccupa?
«So pochissimo di quello che succede nella finanza e devo dire che non m’interessa neanche tanto. Ma per quanto ci riguarda sono felice: i mercati vanno su e giù, avanti e indietro. Noi abbiamo aperto a 13,5 dollari di Hong Kong ad azione quando avremmo potuto aprire a venti, ma credo sia giusto lasciare i soldi sul tavolo. Lasciamo che gli azionisti si divertano un po’ e, lo sa?, non dormo mai male per colpa della Borsa. Non ho bisogno di scommettitori, ho bisogno di investitori».

Internet è il regno della libertà, la Cina dove lei opera è una dittatura. Questi due mondi sono in rotta di collisione?
«Sono compatibili, si stanno avvicinando e il web sta aiutando la Cina a diventare più sistematica, più trasparente. Ma voi occidentali non dovete aspettarvi che la Cina vada verso una democrazia come quelle che voi sviluppate da secoli e non penso neanche che debba farlo. Siamo un Paese così grande, con duemila anni di storia. Ho letto che voi anche ai tempi dell’antica Roma discutevate in Senato, ma la Cina è un’altra cosa. Si muove verso la democrazia, la libertà, la trasparenza, ma le serve tempo. Non accadrà adesso».

Data: 8 febbraio 2008
Fonte: Il Corriere della Sera

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27

Jul

CIMG1433

foto_delirio Festa delirio hawaiana

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26

Jul

È fantasia, intuizione, colpo d’occhio e velocità di esecuzione.

Erano le 21:00 quando ancora non avevo trovato l’accessorio fondamentale per la festa hawaiana di stasera.

Un pensiero al genio concittadino. La visione di un paio di risme di carta inutilizzare. L’intuizione.

Ecco qua il risultato.

Un +1 me lo merito…che ne dite?

Collana

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21

Jul

L’immobilizzazione designa indubbiamente uno stato d’animo negativo nella tua persona. L’entità dell’immobilizzazione può andare dalla totale staticità del pensiero, all’indecisione, alla mancanza del primo passo.

Ci sono alcune sensazioni che tu hai provato sicuramente nella tua vita, e che ti hanno almeno in qualche occasione immobilizzato dall’agire. L’ira può essere una di queste. La timidezza. L’odio.La gelosia. Queste brutte sensazioni indotte da questi pessimi stati d’animo, ti hanno limitato nello svolgere le azioni più banali. Uno stato d’animo negativo ti impedisce di dormire, di mangiare. A volte ti impedisce di avere cura di te. Tutti questi impedimenti sono segni di immobilizzazione.

Un esempio di quando sei immobile è quando:

- anche volendo non riesci a parlare con affetto ad una persona alla quale vuoi bene.

- non riesci a lavorare ad un tuo progetto che ti interessa e che ritieni positivo per tuo futuro.

- passi le giornate a rimuginare

- non ti dedichi alle cose che ti piacciono perchè hai qualcosa che ti rode dentro.

- eviti di parlare ad una persona pur sapendo che semplicemente facendolo miglioreresti il vostro rapporto.

- non riesci a dormire perchè c’è qualcosa che ti preoccupa

- Insulti una persona per ciò che è o per ciò che fa

Tutte le emozioni negative determinano un certo grado di immobilizzazione.

Uno dei modi per combattere l’immobilizzazione è quello di vivere nel presente. Al centro di un’esistenza efficiente c’è la presa di contatto e la consapevolezza del presente. Il presente infatti è l’unico momento nel quale ti è concesso di vivere. E’ l’unico momento che c’è. Il futuro non c’è. Il futuro è un altro momento che sarà il tuo presente un’altra volta.

Il fatto che induce a non vivere nel presente è da ricercarsi nei gradi di indipendenza che hai rispetto agli altri e al mondo esterno. Se ci pensi bene la maggior parte delle persone vive nel futuro, o almeno cerca di indurti a farlo. "Risparmia per il futuro!", "Calcolale conseguenze!", "Pensa a quando ci arriverai!", "Pensa al domani!"… sono tutte frasi che ti invitano a pensare quasi e solo esclusivamente al futuro. Non tenere conto del presente è quasi una malattia e quotidianamente subisci il condizionamento di sacrificarlo al futuro. Con questo sistema non solo ti perdi adesso ogni godimento ed ogni beneficio, ma eviti anche la felicità, delegandola sempre al futuro il quale una volta arrivato diventa presente e la felicità ti sfugge sempre di mano. Ti metti in controtendenza con l’obiettivo insito dentro di te, di un "futuro migliore".

In conclusione voglio dire che non è pensando ad un futuro migliore che otterremo un futuro migliore, ma bensì è pensando al presente, a fare sempre cio che è bene per noi stessi ora, che otterremo un futuro migliore, fatto da tanti presenti divenuti passati, sempre vissuti positivamente.

Per evidenziare meglio il concetto che voglio esprimere con questo post, cito alcune brevi storie tratte da un libro (Your Erroneous zones di Wayne W. Dyer), riadattata in Italiano da parte mia.

"Martina decide di andare nel bosco per godere del contatto con la natrura e stabilire un contatto con il presente. Mentre è nel bosco lascia dapprima vagabondare la mente per poi concentrarla su tutte le cose che in quel momento passato-presente-futurodovrebbe fare a casa. I bambini, la spesa, le bollette…". Vi sembra tutto a posto? Proseguiamo con la narrazione. "Mentre Martina è nel bosco, la sua mente si lancia in avanti  verso tutto ciò che dovrà fare quando andrà via dal bosco" E’ così che il presente le si dilegua, occupato da faccende del passato e faccende del futuro e perde l’occasione di deliziarsi della natura del bosco".

"Elisa va in vacanza su un’isola per divertirsi. Passa tutte le vacanze ad abbronzarsi, non per il piacere di sentirsi il calore delsole sulla pelle, ma pensando al piacere che proverà quando le sue amiche le faranno i complimenti per l’abbronzatura. Ha la mente al futuro, e quando quel futuro sarà diventato il presente, si lamenterà di non essere più sulla spiaggia a prendere il sole, poichè non rendendosi conto del presente quando era sotto il sole, non si sentirà appagata dalla vacanza."

"Giacomo sta leggendo un libro. D’un tratto si rende conto che ha letto appena tre pagine e che il resto del tempo la mente è andata altrove, divagando su quello che avrebbe dovuto fare dopo la lettura o su ciò che aveva fatto durante il giorno. Giacomo non si rende conto che quello che ha fatto durante il giorno è nel passato e non cambierà nonostante ci pensi. Non si accorge nemmeno che pensando in quel momento a ciò che avrebbe dovuto fare dopo, non riusciva a vivere quel momento, non riuscendo quindi a leggere il libro."

Del presente, di quel momento esclusivo che è sempre con noi possiamo avere la più bella esperienza se ci concediamo di perderci. Cogliendo  il presente come l’unico momento di cui disponiamo possiamo goderne e contribuire alla costruzione di quello che chiamiamo futuro. Dobbiamo ricordare che desideri, speranze, rammarichi sono tutte tattiche dannose per evadere il presente.

L’evasione del presente non di rado determina l’idealizzazione del futuro. In futuro, in un qualche momento miracoloso la vita cambierà, le cose si metteranno a posto e troverai la felicità. Quando sarà successa tale cosa allora si che la vita comincerà sul serio!

Purtroppo quasi sempre l’evento atteso si rivela deludente. Non è quasi mai all’altezza di quanto avevi immaginato. Se un evento non si rivela all’altezza di come lo avevi immaginato puoi sempre non deluderti tornando ad idealizzarlo.

Non permettere che questo circolo vizioso entri a far parte  del tuo sistema di vita. Interrompilo ora con una realizzazione strategica del momento presente.

 

Tratto da Your Erroneous zones di Wayne W. Dyer

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19

Jul

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15

Jul

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12

Jul

Un saluto ad una persona che stimavo molto in tv.

Il suo stile diretto. Le sue idee decise. Non aveva peli sulla lingua. Un realista. Non potevo non ricordarlo nel mio blog in quanto sicuramente figura per quanto mi riguarda mirevole.

Un paio di citazioni e poi guardiamo al futuro:

«per essere eccezionali bisogna mascherarsi da normali, abbassarsi al gradino più basso, corteggiare senza pudore le casalinghe»

«La mattina, quando ti alzi, non ti chiedere che cosa devi fare, ma che cosa puoi fare per essere felice»

«Le idee valide si esprimono con poche parole»

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10

Jul

Il precedente post era dedicato a coloro che hanno frequentato l’ITI a Empoli. Questo è dedicato a coloro che collaborano con me nel mondo del Forex. Ne seguiranno altri, spero con risultati positivi. Questo è l’inizio delle cose serie dopo qualche mese di prova in demo e un po’ di soldi spesi imparando direttamente sul campo.

La cosa più difficile da imparare è la gestione del rischio ed il money manadgement. Saper accettare le perdite nel breve termine, ed essere consapevoli di un profitto nel lungo termine è una delle cose psicologicamente più difficili da apprendere. Questo me lo immaginavo. E’ evidente in ogni persona. Solo alcuni ci riescono.

Scrivo questo post perchè nella mia vita ho imparato che verbalizzare le mie sensazioni mi aiuta a trovare la strada migliore. Scrivo questo post per rendere partgbp-chfecipe chi collabora con me anche se non ci conosciamo di persona. Scrivo questo post perchè se qualcuno vuol cimentarsi in questa esperienza insieme a me, sarei molto felice di poter scambiare opinioni con lui in modo da avere entrambi (o più) dei punti di riferimento. In modo da colmare le lacune a vicenda.

Chi crede che operare in borsa sia una cosa da ricchi si sbaglia di grosso. Io stesso lo credevo. Credevo che ci volessero almeno i capitali di una s.p.a.

E’ chiaro che questa idea scaturisce dal fatto che personalmente anche io 3 mesi fa non sapevo da che parte rifarmi. Chiedi e domanda si arriva a Roma. L’impegno di giorni e giorni, ma anche di notti. Cercare persone che c’erano già dentro. Trovare e familiarizzare con un programma di trading. Trovato un broker… a Londra… chiamare e chiedere informazioni (in inglese!)… trovarne uno a Londra che parla in Italiano… capire come sta la cosa… è stata veramente dura.

Operare in borsa è alla portata di tutti. Puoi farlo anche con 10€. Tutto sta nel capire che il profitto lo si misura in percentuale e non in €. Se entri con 10€ e il giorno dopo ne hai 20, o hai culo oppure il giorno dopo potresti andare a chiedere lavoro alla Monte dei Paschi di Siena. Non hanno importanza i 10€ ma ha importanza il fatto che il giorno dopo hai il 200% del capitale, qualunque cifra esso sia.

Operare in borsa è alla portata di tutti, ma nel momento in cui ti ci immergi inizia la lotta di sopravvivenza. Come la natura seleziona le persone, la borsa seleziona i trader. Vince chi è psicologicamente più forte. Vince chi è psicologicamente più paziente. Gli altri… finiscono in pasto agli squali.

E’  la sfida dell’estate 2008. (Questa è difficile ehhhh!)

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09

Jul

Il biondo che balzellava sul palco agli esordi degli 883. Quello che parlava a monosillabi e non più di 5 parole alla volta. Il temerario ed impavido Mauro Repetto.

Bene… la storia la si trova agevolmente su Wikipedia.

Videomusicalmente, è passato da questo:

A questo.

(Se sei triste per motivi personali, ti prego… non ascoltare e non guardare il video musicale qui sotto. Rimanda l’ascolto a domani…)

Nel video qui sopra ha raggiunto il massimo della tristezza, e si è ritirato in Francia a lavorare a EuroDisney.

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04

Jul

Allora… premetto che questo post è destinato alla sola visione di tutti coloro che hanno fatto l’ITI G. ferraris a Empoli.

Stavo cercando in internet un indicatore per un programma di trading. Non mi soffermo sul dettaglio di cosa stavo cercando, ma mi soffermo su cosa ho trovato.

Il Grande Naldo al secolo Alessandro Naldini, il professore che tutti quanti all‘ITI abbiamo avuto, il più simpatico, il più bravo, il più…basta… non esageriamo… che caratterizzava le lezioni di elettronica con le sue lezioni di vita, è su youtube.

Bene… ovviamente è su youtube con una delle sue lezioni di vita.

Sinceramente rivedere il suo volto, sentire nuovamente la sua voce, e sapere che sta ancora dispensando lezioni di vita, anche se altrove, mi ha reso veramente entusiasta.

Decisamente +1 alla giornata.

Un mito!


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