Il blog di Marco Salvadori ::

Marco Salvadori

28

Jul

Sei un pazzo
l’ha detto il dottore
che non posso pensare più a te
e che devo cambiare ossessione
e salvare il salvabile, me.
Sei un pazzo sì, però gli altri non sapranno mai
le montagne che farò
coi granelli che mi dai
solo un pazzo come te
che trivella la città
per sbucare accanto a me
per sbucare accanto a me
e lo fa.
Sei un pazzo,
l’ha detto il mio amico
che tu presto mi rovinerai
ma un amore è rimettersi in gioco
e mostrare a se stesso chi sei.
Sei un pazzo ma io so
quanto mi riscalderai
quante volte rifarò l’inventario dei tuoi nei
quanto tempo aspetterò nello stomaco di un bar
a parlar con un caffé finché il tuo primo passo verrà
diritto verso di me.
Parole al neon
l’amore non
è tutto ciò
che in banca troverai.
Nessuno è mai
solo se stesso
nessuno è mai
nessuno è mai
nemmeno il saggio
che a volte è peggio.

Chi tu sia
non è molto importante
la mia vita passava di qua
saprò farti da luce, d’ambiente
da stufetta di felicità
perché un pazzo come te
manca di pubblicità
ma se resterai con me
io farò di te una star
dammi un ruolo nel tuo film
una pelle che mi stia
perché adesso sono qui
perché adesso in qualche modo sei mio
non puoi mandarmi via.
Parole al neon
chissà chi sei
che razza di fumetti siamo noi.
Nessuno è mai
solo se stesso
nessuno è mai
nessuno è mai
nemmeno il saggio
che a volte è peggio.
Nessuno è mai
nessuno è mai 

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26

Jun

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24

Jun

Immaginiamo per un attimo la nostra vita come un metro che va dal momento della nostra nascita al momento della nostra morte. Un metro composto da 100 centimetri che rappresenta la nostra intera esistenza.

La maggior parte della nostra vita è rappresentata da 99 centimetri di questo metro. 99 centimetri nei quali dobbiamo portare a termine o almeno provare a fare quello che la società ci dice essere giusto. Nei 99 centimetri le regole della società ci impongono di essere sempre i primi, di fare di tutto per vincere sempre, di competere con altri per essere migliori, di ricevere apprezzamento da chi sta qualche centimetro più in là e conta di più, di sentirci gratificati da una promozione, di pensare al futuro, di ricordarci del passato, di cercare sempre di più…

Il centimetro oltre i 99 che resta è la porzione di vita che la nostra società non contempla, ma che esiste. Viene volutamente lasciato da parte perchè non è possibile per la società considerarlo, dato che esso non contempla il raggiungimento di uno scopo o di un’obiettivo in relazione all’approvazione o al successo decretato da altri.

Questo centimetro e’ il centimetro critico.

Esso simboleggia il significato della vita ed è palesemente ignorato da chi ci insegna ed anche da noi stessi. Questo rappresenta l’insieme delle nostre sensazioni, ciò che ci gratifica e ci proviene dall’interno, ciò che ci fa sentire promossi perchò ci promuoviamo, ciò che ci fa sentire vincenti senza entrare in competizione, superare od essere migliori di altri. In questo centimetro le regole sono completamente diverse da quelle del resto della vita e riguardano solo noi. In questo centimetro ci collochiamo nella posizione che siamo sicuri ci spetti senza guardare dove è collocata la persona accanto a noi. Le regole sono date da segnali interiori che ci rendono appagati indipendentemente dalle cose esteriori.

Avere la sensazione che la propria vita abbia uno scopo permette di far si che quel singolo centimetro contro novantanove possa allargarsi a due contro novantotto o a tre contro novantasette. Avere uno scopo nella propria vita significa allargare il centimetro critico e far si che le regole, il confronto, la lotta, la competizione occupino la parte corta del metro.

Eppure la società e l’educazione ci vuol dire fin da piccoli qual’è lo scopo della nostra vita. Avere più soldi, avere più successo, avere più potere… tutti confronti che non fanno altro che accendere la corsa del topo dentro di noi sin da piccoli per rincorrere una cosa che non raggiungeremo mai restando nella parte del metro più lunga, perchè tale cosa si trova in quel piccolo centimetro di cui noi ignoriamo l’esistenza.

Per vedere il nostro scopo ed avere un senso occorre spingersi verso ciò che non si conosce, esplorare quel centrimetro consapevoli dei propri rischi, inseguire il proprio realizzarsi, non accettando di comportarsi "come tutti gli altri".

Se ci adattiamo alle conformità non esploreremo mai quel centimetro e non conosceremo mai il nostro scopo. Scompariremo senza lasciar traccia come un’altro elemento della società che si è uniformato alla massa rimanendo insignificante.

Il centimetro critico è la parte più importante della vita ed è necessario adottare comportamenti diversi e fuori dagli schemi per poterlo raggiungere ed estendere.

 

 

Un’ottima interpretazione del concetto del centimetro critico che mi ha ispirato in questo breve testo si trova a pagina 333 del libro "te stesso al cento per cento" di Wayne E. Dyer, che consiglio a tutti di leggere.

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06

Jun

 

Non conosco questi ragazzi ma una volta li ho sentiti suonare all’Alchemist a Empoli e devo dire che fanno delle belle canzoni.

Mitica questa nel video sopra la quale esprime lo stesso concetto della "regola dei tre secondi" :)

E dato che ci siamo gli regalo anche un link. Se lo meritano: Punkinari.

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28

May

 

Ci sono persone che preferiscono ascoltare se stesse, piuttosto che ascoltare le parole degli altri. Sono persone che non si mettono in mostra molto spesso, ma quando lo fanno ci ricordano che quando decidi di scendere in pista, anche se qualcuno può dubitare di te, parole come "non posso", "non ci riesco", o "è impossibile", non esistono! E ci ricordano tutte le volte di continuare a credere che… impossible is nothing.

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26

May

Le persone non ci dormono la notte per trovare dei concetti e riportarmeli dicendo che su quell’argomento io la penso diversamente.

In realtà molti di quei concetti non me li sono mai posti e nascono come posizoni diverse dalla mia semplicemente nella testa di chi li espone.

Onestamente, di come la pensano gli altri su precisi argomenti, ma cosa me ne frega a me? :)

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23

May

Qui mi rivolgo a tutti i ragazzi, gli uomini che si trovano di fronte ad una esposizione dei fatti che a prima vista dell’essere maschio può apparire sincera e completa.

Sono consapevole che le donne e le ragazze non saranno mai d’accordo a parole con questo, ma non mi interessa. :)

Se lei una volta dovesse dirvi "non mi consideri abbastanza" oppure dovesse appiopparvi le colpe per non ricevere abbastanza attenzioni da parte vostra, ve lo dico con il cuore: non le credete mai.

Lo dico per il vostro bene. Parliamone dal vivo se necessario.

Sempre disponibile ;)

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18

May

Non il lavoro duro, ma il dubbio e il timore producono ansietà, mano a mano che rivedendo un  mese o un anno diventiamo oppressi dalla pila enorme di compiti da finire.

(I. L.)

Riportando questa citazione dell’amico Ivan, vorrei sottolineare l’importanza delle emozioni nel determinare la nostra produttività. Passare l’intera giornata contro un problema che ci impedisce di svolgere i compiti che ci eravamo prefissati, non fa altro che allontanarci dall’obiettivo.

La soluzione è quindi quella di dedicarsi completamente ad altro, magari spostare ad oggi un task di domani che ci piace, attingere emozioni positive da quell’attività, uscire per una birra dopocena e risolvere brillantemente l’indomani il problema quando ci ricorderemo di averne uno. :)

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02

May

marco salvadori Il focus sul problem solving.

Cos’è il problem solving?

Potrebbe venirci incontro Wikipedia: Il problem solving indica più propriamente l’insieme dei processi atti ad analizzare, affrontare e risolvere positivamente situazioni problematiche.

Questo concetto è umanamente riconosciuto ormai sia nelle discipline scientifiche che umanistiche ma secondo me è molto limitante perchè parte dal presupposto che effettivamente ci sia un problema.

Tantissime sono le situazioni in cui il problema non c’è proprio, ed approcciare le azioni per raggiungere un obiettivo con il problem solving, significa "creare" un problema da risolvere.

La società stessa ha ormai instaurato un processo standard in cui la risoluzione di un problema è fonte di soddisfazione e di benessere. Siamo abituati a percepire benessere, sensazioni di felicità, a sentirci importanti, invincibili, quando riusciamo a risolvere un problema e riceviamo gratitudine, incitamento, complimenti e congratulazioni da stimoli esterni.

Queste soddisfazioni sono però spesso effimere. Effimere ma intense perchè avvengono di rado, ovvero solo quando risolviamo il problema. In più sono frutto di stimoli esterni. Se ci pensiamo bene lavoriamo e usiamo energie per risolvere un problema, ma non è il problema stesso che ci darà poi le belle sensazioni una volta risolto, bensì sono le altre persone!

Siamo talmente abituati a provare belle sensazioni con la risoluzione dei problemi che ormai per molti di noi è diventata l’unica fonte di soddisfazione.

Secondo me, e non cito nessuno, siamo tutti risolutori di problemi in cerca di  emozioni.

 

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21

Apr

Stasera non avevo quella grande energia per uscire. Avevo quasi preso la via del letto, ma dentro di me sentivo costantemente quella spinta di dover andare fuori perchè era meglio per me.

Sarà probabilmente perchè ormai sono abituato a cogliere le piacevoli occasioni che si presentano quando sei fuori, rispetto alla mancanza di stimoli che si hanno stando in casa.

Comunque ho parlato a lungo con un amico. Ho parlato dei progetti ai quali prendo parte attivamente e che già funzionano come OIL.

Ho parlato  anche degli incontri che facciamo con piccoli gruppi di persone che con OIL non c’entrano niente. Di quanto questi confronti mi arricchiscono.

Mi sono balzate in testa tante idee.

Ora il sonno le vaglierà… mi farà dimenticare quelle peggiori, mi esalterà quelle migliori.

Domani mi alzerò con una visione più chiara della conversazione di oggi, e sono sicuro che nel futuro prossimo ci sarà spazio per una grande occasione di socializzazione che comprenderà diverse persone e presumibilmente anche diversi gruppi.

Buonanotte ;)

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