E’ passato quasi un anno dall’incontro con l’amico Ivan e adesso ho la consapevolezza delle cose che mi ha trasmesso in quell’incontro, delle facoltà che ho interiorizzato, non senza sacrifici e impegno.
Negli ultimi sei mesi posso dire di aver raggiunto un livello di management personale che mi permette di fare tutto, e sono molto fiero ed orgoglioso di me stesso.
Voglio quindi riprendere quello di cui parlavamo un anno fa in quello speciale incontro, e trascriverlo a memoria personale e a memoria di chi capiterà su questo blog a leggere.
Dati di fatto
Tutti in una giornata, in un mese, in un anno abbiamo lo stesso tempo. Eppure molti riescono ad avere risultati incredibili, mentre altri nello stesso tempo riescono solo ad avere risultati mediocri. Perchè?
La risposta è molto semplice: dipende dal modo in cui decidono di impiegare il proprio tempo.
Esiste un tipo di mentalità basato sull’abbonzanda. Molti non riescono a padroneggiarlo a volte perchè si sentono in colpa nell’abbondare, altre volte perchè proprio non riescono a raggiungere l’abbonzanza e rimangono chiusi nella corsa del topo.
Parlando di tempo, la mentalità contrapposta a quella dell’abbonzanza porta ad avere un debito -> avere meno di quello che ci serve -> impoverirsi sempre di più -> insoddisfazione. Trattandosi di tempo è facile capire che l’insoddisfazione deriva dal fatto di non riuscire a fare quello che si vorrebbe a meno di non rinunciare ad ulteriori attività, rinuncia la quale sposta l’insoddisfazione ma non la elimina… anzi… la accentua!
L’obiettivo è quindi quello di avere un credito -> avere di più di quello che ci serve ->vivere nell’abbonzanda -> soddisfazione. In termini di tempo significa avere più tempo di quello che ci serve e quindi vivere sereni e fare quello che ci piace.
Quando arriviamo a sera è opportuno chiederci “sono realmente soddisfatto di quello che ho fatto oggi?”
In base alla risposta a questa domanda si riesce a capire se siamo debitori nei confronti del tempo o creditori.
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…continua…
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